VEDI ANCHE |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Intervista a Don Domenico SalomonIncontro col direttore del Festival Biblicodi Giacomo Botteri Il paolino don Domenico Salomon, specialista in teologia morale e nella pastorale della comunicazione, ha diretto anche quest’anno il Festival Biblico, tenutosi a Vicenza e in altre città della Diocesi (29 maggio – 2giugno). Ci intrattiene in un colloquio finalizzato a considerare la Bibbia come momento necessario ad ogni essere umano di riflessione e nutrimento intellettuale e spirituale. Tale é pure l’obiettivo che si è proposto il Festival Biblico alla sua quarta edizione.
NSC: Giunti alla quarta edizione del festival della Bibbia forse il timore iniziale che si trattasse di un ossimoro per l’inconciliabilità implicita fra sacro e profano, è da considerarsi superato. Erano dubbi ragionevoli? D.S.: All’inizio pure noi intendevamo il nome festival come momento ludico, aconfessionale. Il cortocircuito avvenne quando abbiamo intuito che era doveroso il tentativo di portare la Bibbia nei luoghi di vita. La Bibbia non è solo per la comunità cristiana, ma è pure la parola di Dio che interseca la piazza, la strada, la troupe cinematografica, il palcoscenico, la cavea dell’orchestra, là dove si fa e si crea cultura. Nel corso dei secoli è stata la parola di Dio che ha dato vita a forme culturali diverse fra loro e che hanno origini dall’humus della Scrittura ebraica e cristiana. Questo progetto è nato nell’ambito dei Paolini, essendo questa la nostra missione di portare la parola di Dio attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Non da soli ma con l’apporto delle varie Diocesi in cui agiamo. NSC: Nel commentare il tema di quest’anno si è precisato come “dimorare nelle Scritture” alluda all’incontro tra la Bibbia e la vita delle persone nel senso che esse possono trovare nel libro sacro una risposta all’ansia del quotidiano. Però si ha l’impressione che dal teologico i vari dibattiti, incontri, animazioni scivolino verso il sociale a danno del primo. D.S.: Abbiamo cercato di trovare un equilibrio tra i teologi e i temi importanti legati al sociale, perché è una attenzione sensibile che ci sta a cuore. Quella cioè di intercettare luoghi che sono la vita del sociale, dalle carceri ai giovani agli anziani, agli immigrati. NSC: Il festival parla di affitti alti, mutui da capestro, disagio, specie per i giovani di sistemarsi in modo autonomo in una casa loro. Temi senz’altro urgenti e attuali, ma la Bibbia come vi si connette? D.S.: La Bibbia non é un insieme di libri che portano avanti delle tesi, non è un libro di filosofia e di storia. La Bibbia parla della vita individuale, parla di aspetti di vita sociale. In essa troviamo rappresentato il nostro vissuto. Ogni momento della nostra vita è letto e riletto dalla Scrittura. Cito l’Ecclesiaste dove si dice che c’è un tempo per vivere e un tempo per morire, un tempo di piangere, un tempo di gioire ecc. NSC: Non ritiene che almeno alcuni incontri avrebbero dovuto essere dedicati alla pura esegesi di testi? D.S.: Un taglio esegetico si trova in parecchi incontri. Valga quello tenuto a Palazzo delle Opere sociali dove c’è stato il confronto di esegesi biblica tra il cattolico Piero Stefani, l’ebreo Amos Luzzato e la laica Agnese Cini. Sono stati numerosi i momenti di analisi e di lettura interpretativa molto illuminanti. NSC: Crisi energetica, spettro di carestie, fame per milioni si persone, difficoltà di accettazioni interetniche, un mondo senza futuro per molti, nel quale anche la laicità appare in crisi, non sarebbe interessante virare verso la dimensione filosofica anziché ludica, approfittando di un festival e della sua vasta eco per recuperare o almeno discutere dell’eterno contrasto fede – ragione così centrale nel pensiero degli ultimi pontefici? Riportare lo sguardo verso il cielo, dirimendo dubbi, alimentando fede. Speranza, carità. D.S.: E’ vero : non c’è un approccio filosofico. C’è una lettura teologica in cui si fa pure filosofia. Per sua natura tuttavia questo festival non deve diventare poco o tanto una serie di conferenze per pochi iniziati. C’è, ripeto, un equilibrio tra riflessione attenta, documentata, scientifica e su altre forme del sapere e della cultura in genere come il teatro, il cinema, la letteratura, la musica ,la danza. Tutte branche della creazione umana che entrano in profondità nel mistero della Croce.
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2008 Creative Commons |







