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Intervista a Ettore GiuradeiMusica italiana originaledi Valentina Greggio Ettore Giuradei ha raccontato a NonSoloCinema alcuni particolari sul suo album "La Repubblica del Sole" e sul suo nuovo tour.
NSC: Come è nata la tua esperienza nel campo musicale? E.G.: L’inizio è coinciso nel momento in cui ho imparato a suonare la chitarra, quindi intorno ai quattordici, quindici anni, e dopo aver ascoltato per molto tempo la musica dei più importanti cantautori italiani. Ho iniziato così, oltre a suonare, anche a scrivere i primi testi che poi ho deciso di musicare. Mentre l’inizio, per così dire "ufficiale", è con il mio primo album Panciastorie, e che mi ha fatto trovare il mio collaboratore migliore, mio fratello Marco, e con lui così abbiamo deciso di incidere il nostro primo disco. NSC: Nel 2005 hai fondato con Davide Manesi la Mizar Records. Da dove nasce l’esigenza di fondare un etichetta tutta vostra? E.G.: Abbiamo registrato il primo disco, e non aveva idea di come poter fare per la promozione e tutti gli aspetti legati alla comunicazione, così ho conosciuto Davide, che era molto informato su tutti gli aspetti organizzativi e burocratici, abbiamo così unito le nostre forze per produrre nuovi progetti. NSC: Dopo l’esperienza in gruppo nei tuoi primi album, hai deciso di intraprendere la carriera solista. Da dove nasce questa decisione? E.G.: In verità la dimensione del gruppo è rimasta ugualmente. Suoniamo sempre insieme con tutta la band, siamo in sei, e mentre all’inzio forse c’era l’idea di riconoscere anche all’esterno il gruppo, visto che alcune canzoni erano state scritte insieme, ora, che tutte le canzoni sono nate da me, per semplificare le cose, abbiamo deciso di mantenere solo il mio nome anche se la loro presenza è costante. NSC: Il tuo terzo album è La Repubblica del Sole. Cosa puoi raccontarci sulla lavorazione? E.G.: Il percorso è stato un pò più lungo, a differenza dei primi due album. Abbiamo inziato a lavorare nel 2009 e abbiamo finito più di un anno dopo. Molte prove, verifiche e modifiche sui pezzi, tanta tanta ricerca della perfezione, sui particolari, sui testi e anche un grande lavoro a livello di arrangiamenti. NSC: Nell’album ci sono dieci tracce. C’è un brano a cui sei particolarmente legato? E.G.: Forse alla seconda canzone, Strega, che credo sia la più bella canzone del disco. NSC: E tu invece, quale musica ascolti? E.G.: Uno dei miei autori preferiti è senza dubbio Fabrizio De Andrè, per la sua capacità di studio artistico e per aver lavorato sempre con collaboratori di altissimo spessore. Inoltre mi sto dedicando anche all’ascolto di giovani artisti italiani come Caparezza, i Baustelle, tutti quelli che considero un po’ all’avanguardia nella canzone d’autore e che escono dal solito testo intellettuale, che sono in grado di esprimersi in maniera originale. NSC: Cosa proporrai nel tuo tour? E.G.: Il concerto è il modo migliore per conoscerci, e nella "Repubblica del Sole Tour" ci sarà la possibilità di poter ascoltare tutte le canzoni degli album precedenti. E visto che gli album sono molto diversi fra loro, in questo tour si potranno ascoltare le canzoni vecchie riarrangiate in maniera diversa, in modo tale da rinnovare i pezzi e renderli più attuali. NSC: Progetti a cui stai lavorando? E.G.: Un progetto a cui sto collaborando con il nostro batterista Alessandro Pedretti, è quello di una sorta di Appunti di viaggio, un reportage che può dare la possibilità a chi ci segue, di capire le sensazioni di chi sta in tour e di chi lavora con la musica.
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