Intervista a Luca Bussoletti

Insieme a Dario Fo per Amnesty International contro le mine anti persona

ROMA – Dario Fo e Luca Bussoletti insieme per Amnesty International. Un progetto musicale e al tempo stesso umanitario che prende il nome di “A solo un metro” e la forma di un singolo distribuito in tutto il mondo dall’etichetta digitale Pirames International.

Il tema affrontato con coraggio è quello delle mine anti persona e gli incassi delle vendite saranno interamente devoluti alla sezione italiana di Amnesty, che li impiegherà nelle sue campagne in difesa dei diritti umani.
Al singolo musicale si aggiunge anche un videoclip estratto dal film Habibi di Davide Del Degan che, insieme alla produzione Galaxia, ha deciso di dare il suo apporto all’iniziativa.
Inoltre, le illustrazioni della copertina sono di Clara Galanti e, alla scrittura del brano, hanno contribuito anche gli autori Nicco Verrienti e Vincenzo Incenzo.
A solo un metro sarà presentato all’interno del MEI D’AUTORE grazie al supporto di Giordano Sangiorgi. Il singolo anticipa l’uscita de Il Cantacronache, il nuovo album di Luca Bussoletti, prodotto da Vincenzo Incenzo, Alessandro Tartaglia Polcini e Riccardo Corso.
Ne abbiamo parlato con Luca.

NSC: Dario Fo e Luca Bussoletti insieme. Come e quando è nata questa collaborazione?

L.B.: Ho conosciuto Dario Fo in occasione del film Tutti giù per aria di cui ho curato la colonna sonora e c’è stata una sintonia immediata. Più volte sono stato a casa sua insieme al produttore e chiacchierando del più e del meno gli ho fatto ascoltare A solo un metro. Il maestro si è dichiarato subito molto interessato e quindi gli ho proposto di arricchire il brano con un suo intervento recitato. Il sì è stato immediato.

NSC: Avete scelto Amnesty International a cui devolvere il ricavato.

L.B.: Sì, perché volevamo che si capisse la buona fede di questa operazione. Conosco l’argomento delle mine anti persona molto bene perché mio fratello è un giornalista inviato di guerra e tante volte ne abbiamo parlato. Ormai da diversi anni covavo l’idea che quando ne avrei avuto l’occasione avrei dato vita a un progetto musicale mirato per questa problematica. L’intento è quindi quello di fare del bene e di portare un nostro contributo ad Amnesty International.

NSC: A solo un metro vede la sua presentazione ufficiale al Mei d’Autore. Come mai?

L.B.: In realtà per un motivo molto semplice. Giordano Sangiorgi, organizzatore del festival, si è subito dimostrato molto interessato al progetto e anche a me come artista. Ci conoscevamo e stimavamo già da prima, ma con quest’ultima operazione musicale il rapporto si è ulteriormente cimentato. Non c’è stata invece altrettanta attenzione da parte delle major e quindi è stato naturale dirigermi là dove un prodotto di questo tipo poteva essere recepito.

NSC: Seguirà a questo singolo Il Cantacronache, tuo nuovo album. A che punto siete con i lavori?

L.B.: Abbiamo terminato il disco pochi giorni fa, dopo un lunghissimo lavoro e tanto impegno. Abbiamo impiegato per registrarlo più di un anno e mezzo e il mio produttore artistico Riccardo Corso ha investito su di me una quantità di energie e di tempo incredibile. Bastai pensare che mi ha aperto lo studio di registrazione tutte le volte che ho voluto e per tutto il tempo di cui necessitavo, fino a che non siamo stati pienamente soddisfatti delle canzoni.

NSC: Qualche anticipazione?

L.B.: Si chiama Il Cantacronache perché molti testi hanno un’impronta sociale. Sarà presente ovviamente “Tutti giù per aria”, colonna sonora dell’omonimo film. Un’altra canzone a cui tengo tantissimo è poi “C’era una volta un re”, che parla della Sindrome dell’X fragile, una grave malattia che colpisce soprattutto i bambini.

NSC: Altri progetti?

L.B.: Nel 2011 avrò di nuovo a che fare con il cinema, in quanto scriverò una nuova colonna sonora per lo stesso regista di Tutti giù per aria. Con lui mi sono trovato benissimo e quindi non vedo l’ora di tornare a lavorarci.

Per informazioni:
www.lucabussoletti.com.

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Chiara Giacobelli è una scrittrice e giornalista nata nel 1983. Si è laureata a pieni voti in Scienze della Comunicazione e poi Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. E' iscritta all'Ordine dei Giornalisti dal 2006 e ha pubblicato undici libri, tra cui il pluri-premiato saggio biografico "Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo" realizzato insieme ad Alessio Accardo di Sky Cinema e al critico Federico Govoni. Nel 2016 è uscito il suo romanzo d'esordio "Un disastro chiamato amore" edito da Leggereditore del gruppo Fanucci. Come giornalista collabora anche con il gruppo Cairo Editore (Bell'Italia e In Viaggio), Affari Italiani, Luxgallery, oltre a tenere un blog culturale sull'Huffington Post. Il suo sito è www.chiaragiacobelli.com, oppure potete seguirla tramite Facebook, LinkedIn e Twitter.