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Intervista a Luca JurmanLezioni in musicadi Valentina Greggio Luca Jurman, musicista, produttore e arrangiatore, racconta a NonSoloCinema il suo metodo "Vocal Classes", ma soprattutto la sua passione per il canto e la musica.
NSC: Da dove nasce l’esigenza di scrivere un testo in cui viene spiegata una tecnica per cantare in modo corretto? L.J.: Nel libro parlo di una nuova metodologia, che in realtà andava pubblicata già da tempo anche se abbiamo scelto di farlo adesso visto che mi sono fernato un po’ dai progetti televisivi per poter seguire al meglio lo sviluppo di questo libro. L’idea nasce parecchio tempo fa, da alcune risposte che io volevo trovare riguardo alla musica. Per fare questo libro ci sono stati degli aiuti da parte di alcuni docenti, a cui ho aggiunto degli studi sia scientifici che musicali che potessero trovare le risposte. Ho pensato fosse utile e importante fornire questo tipo di informazioni a tutti quelli che, come me, le stavano cercando. NSC: Il libro si intitola Vocal Classes - L’evoluzione nel canto e come sottotitolo La musica, la voce, la mia vita. Sono tre elementi importanti che caratterizzano il suo lavoro e la sua attività. In che modo sono legati? L.J.: In realtà è tutto legato. Ho iniziato la mia attività di musicista e a studiare praticamente fin da bambino con il pianoforte e ho continuato a studiare proprio come faccio anche adesso. Mi sono avvicinato al canto sempre da bambino e poi ho continuato a sviluppare questo tipo di linguaggio universale che usa le note, che riesce a trasmettere tutte le emozioni che provo. NSC: Un capitolo viene interamente dedicato al metodo Vocal Classes. Questo metodo si può applicare anche da soli o serve, o è consigliato, un supporto? L.J.: Come spiego nel libro, a mio parere, non esiste una metodologia che possa essere imparata solo attraverso un libro o l’ascolto di un cd. Un docente deve quindi seguire un allievo e naturalmente un allievo deve essere seguito da un docente. Questo libro vuole essere prima di tutto un chiarimento per il professionista ma anche per la persona che vuole solo capire che cos’è il canto e la musica. NSC: Nel libro si parla quindi sia di metodo ma anche di arte e di talento. Con il talento si nasce o ci si può lavorare? L.J.: Il talento è una dote innata, una dote di sensazione creativa, poi il fatto di saper comunicare questa creatività agli altri è una questione di sviluppo anche della tecnica. Servono due tipi di talento per diventare dei bravi artisti, un talento creativo e artistico e poi il talento di saper sviluppare questa capacità. NSC: Ha collaborato a vari progetti televisivi, dei talent show, in cui si trattava il canto e la musica. Possono essere dei mezzi efficaci per trovare dei talenti? L.J.: Penso che un talent show debba essere un talent show e quindi debba seguire lo sviluppo del talento. Il pericolo è quello di rischiare di illudere le persone o il pubblico che quello sia una sorta di punto di arrivo, in realtà il talent show rappresenta solo la partenza, forse più veloce e più mediatico, ma allo stesso tempo forse più rischioso. Questi talent show quindi dovrebbero mettere in evidenza soprattutto l’arte. NSC: Ha seguito Marco Carta, Alessandra Amoroso e Valerio Scanu, ragazzi che si sono maggiormente distinti, sia tra il pubblico che nelle classifiche. Non sarà solo un caso? L.J.: Non lo so. Ho lavorato anche come produttore e come arrangiatore, quindi credo di avere una buona conoscenza dell’ambiente discografico. Credo sia importante individuare i talenti, ma credo sia altrettanto importante che questi poi si diano da fare per fare qualcosa. Credo che il merito sia principalmente loro, e per il fatto che si sono lasciati guidare secondo quello in cui loro stessi credevano. Una collaborazione di intenti è assolutamente la cosa più importante. NSC: Capita poi di restare in contatto con gli allievi? L.J.: Sono strettamente in contatto con tutti. Alessandra frequenta la mia scuola, con Valerio ci vediamo per aiuti e confronti. Ci sono molte persone con cui sono in contatto. NSC: Dopo molti anni di lavoro è diventato un volto noto al pubblico. Come gestisce questa nuova popolarità? L.J.: In realtà non faccio di questa cosa una parte importante della mia vita. Spero che le persone si sensibilizzino verso la musica, questo è il mio obbiettivo e il mio principale compito. NSC: Lavora anche come musicista, spesso si esibisce dal vivo con grande successo? Qualcosa a cui sta lavorando dal punto di vista musicale? L.J.: Continuo a suonare, tra poco inizierò una nuova tournee ed è la cosa che mi piace di più, il palco e la musica.
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