Intervista a Marco Ligabue

Io, "Il sognatore"

Il rocker di Correggio, fratello di Luciano, racconta il nuovo impegno dei Rio nell’ecologia, tra un concerto davanti a migliaia di fan e un disco prodotto a “Impatto Zero”.

MILANO – La sala del Mondadori Multicenter in cui i Rio hanno appena terminato di presentare il loro ultimo disco, Il Sognatore, trabocca ancora di fan. Sono venuti da tutta Italia per partecipare alla conferenza – leader del fan club compresi – e Marco si presta a posare con ciascuno di loro: foto, autografo, due parole, un bacio sulla guancia.
Si legge negli occhi del rocker di Correggio la passione che mette in questo mestiere. Dai fan alla musica, dagli stadi al nuovo contratto con la Sony, dai testi fino all’impegno ambientale che caratterizza quest’ultima esperienza dei Rio. Marco Ligabue non trascura niente e nessuno, men che meno i suoi sogni.

NSC: Marco, cosa c’è di nuovo ne Il Sognatore rispetto agli album precedenti?

M.L.: C’è di nuovo che sia Fabio che io siamo cresciuti di tre anni dall’ultimo disco, non solo come musicisti, ma anche e soprattutto come persone. Ciò ci ha portato a voler scrivere testi di uno spessore diverso. La svolta che abbiamo scelto di fare è stata verso l’ecologia e il sociale.

NSC: In che cosa consiste questa svolta?

M.L.: Intanto se parliamo delle canzoni ce ne sono alcune, come Il Gigante, che trattano proprio la tematica ambientale. Il testo pone la domanda fondamentale che tutti dovrebbero farsi oggi: “Quale mondo vuoi? Io voglio un posto migliore”. Per quanto riguarda invece il disco, Il Sognatore è a Impatto Zero (www.impattozero.it). Un impegno che porteremo avanti anche per le produzioni future.

NSC: Come si caratterizza invece Il Sognatore, vostro terzo album, da un punto di vista strettamente musicale?

M.L.: Rispetto al passato è un’opera più rock e meno pop. Questo perché ci sembrava che il rock, nel suo peso e spessore, si sposasse meglio con i nuovi temi affrontati.

NSC: La sinergia Marco-Fabio è sempre la stessa?

M.L.: No, è notevolmente migliorata. Abbiamo preparato questo disco in sei mesi e abbiamo scritto i testi insieme, mentre in passato ero più io ad occuparmene. Rispetto ai primi due album, in questo abbiamo lavorato più affiatati. C’è anche un brano, Ninna nanna di luglio, che Fabio ha scritto tutto da solo.

NSC: Parliamo dell’attuale tour. Per la prima volta i Rio aprono i concerti di Luciano Ligabue.

M.L.: Una vetrina importantissima per noi. Il pubblico di Luciano è meraviglioso, ci ha sostenuto e incoraggiato. Avremmo potuto suonare i nostri singoli più conosciuti e andare alla ricerca del consenso generale, invece abbiamo scelto di aprire i concerti di Luciano con sei, sette canzoni del nuovo album e un solo pezzo, Sei quella per me, ripreso dal repertorio vecchio. E’ stata una decisione coraggiosa, ma l’abbiamo fatta perché sentiamo questo disco più nostro rispetto agli altri, più cucito sulle persone che siamo oggi e che non sono più le stesse di tre anni fa.

NSC: Per promuovere Il Sognatore avete scelto la Sony e un forte impegno nella comunicazione web.

M.L.: Crediamo molto nella promozione attraverso la rete perché permette una maggiore interazione. La comunicazione con i fan è diretta: ci scrivono, ci propongono le loro idee e noi cerchiamo di rispondere sempre a tutti. Il contatto con il pubblico è fondamentale. Per quanto riguarda invece la Sony, ci piace molto il fatto che credono veramente in questo progetto, amano il nostro disco e di conseguenza mettono passione nel promuoverlo.

NSC: Chiudiamo parlando di sogni, visto che il titolo scelto per il nuovo album è proprio “Il Sognatore”. Quali ancora nel cassetto?

Il mio sogno oggi è quello di diffondere una cultura ecologista, che mi sembra ancora troppo di nicchia, e di contribuire a lasciare un mondo bello ai nostri figli. Essere diventato papà mi ha spinto a soffermarmi sull’importanza di questa cosa, che passa attraverso mille piccoli gesti: dalla raccolta differenziata al fotovoltaico, dal risparmio energetico al consumare poca acqua quando si fa la doccia, fino all’insegnamento dell’ecologia ai nostri figli. Purtroppo oggi vivere in maniera ecologica è ancora privilegio di pochi, perché spesso per risparmiare in energia occorre avere abbastanza denaro da spendere per gli impianti e gli accorgimenti giusti. Noi, come band, cerchiamo di fare del nostro meglio, a partire dalla produzione dei dischi a Impatto Zero. Inoltre posso già anticipare che abbiamo in serbo un grosso progetto, discografico ma non solo, che sarà interamente incentrato sul tema ambientale.

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Chiara Giacobelli è una scrittrice e giornalista nata nel 1983. Si è laureata a pieni voti in Scienze della Comunicazione e poi Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. E' iscritta all'Ordine dei Giornalisti dal 2006 e ha pubblicato undici libri, tra cui il pluri-premiato saggio biografico "Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo" realizzato insieme ad Alessio Accardo di Sky Cinema e al critico Federico Govoni. Nel 2016 è uscito il suo romanzo d'esordio "Un disastro chiamato amore" edito da Leggereditore del gruppo Fanucci. Come giornalista collabora anche con il gruppo Cairo Editore (Bell'Italia e In Viaggio), Affari Italiani, Luxgallery, oltre a tenere un blog culturale sull'Huffington Post. Il suo sito è www.chiaragiacobelli.com, oppure potete seguirla tramite Facebook, LinkedIn e Twitter.