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Intervista a Stefano SenardiA favore della musica giovane e originaledi Valentina Greggio Stefano Senardi, supervisore artistico di SanremoLab, racconta a NonSoloCinema i progetti dell’accademia della canzone di Sanremo e la volontà di proporre musica nuova e giovane. NSC: SanremoLab è un’Accademia nata nel 2006 e molto ha già fatto per la musica italiana. A chi si rivolge questo progetto? A tutti gli artisti e agli aspiranti cantanti che abbiamo la voglia e la determinazione di salire sul prestigioso palco del Teatro Ariston di Sanremo. A tutti coloro che abbiamo la concentrazione di misurarsi con una diretta televisiva importante, di accettare il giudizio di un pubblico così vasto. Al concorso possono accedere tutti i giovani in età compresa da 16 ai 36 anni che non abbiamo partecipato a precedenti edizioni del Festival. NSC: Questo concorso diventa poi una vera e propria scuola.. Per chi passa le selezioni poi ci sono dei corsi di formazione, realizzati per il secondo anno con il CPM (Music Institute di Milano) diretto da Franco Mussida che ha raccolto molti prestigiosi insegnanti. Per i ragazzi quindi sarà un’ottima possibilità quella di confrontarsi con professionisti di alto livello. NSC: Durante la durata del corso i ragazzi avranno la possibilità di incontrare nomi noti della musica italiana come Jovanotti, Giovanni Allevi o Francesco Facchinetti, solo per citarne alcuni. Un modo per mostrare loro anche il lato più intimo e personale di questi artisti? A tutti gli insegnanti e alle persone che incontreranno i ragazzi è stato chiesto di approfondire il rapporto con i ragazzi anche dopo la durata del corso. Questa è la vera novità di quest’anno. In questo modo i ragazzi potranno essere indirizzati meglio nella loro carriera. NSC: Ariel nel 2008 ha ricevuto a Sanremo il Premio della critica Radio Tv, nel 2009 sono arrivate anche Simona Molinari ed Arisa che ha vinto nella categoria delle Nuove Proposte. Un segnale che dimostra la giusta direzione presa? Quando si sta dalla parte dei giovani si sta sempre nella direzione giusta. Gli insegnanti sono attivi nel mercato discografico e di conseguenza capaci di riconoscere i talenti. Si fa un grande lavoro, non è detto che si riesca sempre a vincere, ma l’importante è fare un buon lavoro. Visto poi il grande successo dei nuovi talent show, non si esclude una parentesi televisiva anche per SanremoLab dove poter mostrare il backstage e approfondire i profili dei ragazzi. NSC: Con quali aggettivi si potrebbe descrivere lo spirito di SanremoLab? Moltissimi ragazzi si sono iscritti, quindi crediamo sia importantissimo il continuo confronto, il mettersi alla prova, e non dimentichiamo la passione per la musica.
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