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Intervista ad AirìnUn debutto discografico originaledi Valentina Greggio Airìn, giovane cantautrice milanese, è al suo debutto discografico con l’album "Il Regalo" e ha raccontato a NonSoloCinema un pò della sua musica e un pò di lei.
NSC: E’ in uscita il tuo primo album Il Regalo, molti dei brani trovano la tua firma. Dove trai ispirazione per i tuoi pezzi? A.: Dalle cose che mi succedono. Sono un’osservatrice delle persone e della realtà. Spesso mi incuriosisce una scena che vedo per strada, mi fa venire in mente una frase che mi appunto al volo e poi ci scrivo una canzone. Ultimamente ho lavorato in una gelateria e ho fatto una granita alla menta per Alda Merini, poi sono tornata a casa e ci ho scritto su una canzone. E’ la mia poetessa preferita. Secondo me l’ispirazione è casuale, si trova nelle situazioni e nelle cose più assurde. NSC: Nei tuoi brani mescoli arrangiamenti classici a situzioni più moderne. Ti piace mettere insieme e confrontare la "tradizione" con l’innovazione? Credo sia l’unico modo per andare avanti, inventare nuovi schemi. La musica jazz nasce dall’incontro tra la musica africana e la musica classica degli europei, ma poi col tempo sviluppa delle idee assolutamente originali. Mi piace mischiare il serio e il giocoso, la fantasia alla realtà, la musica pop e quella classica. Non penso che debbano esistere delle regole nella composizione. NSC: L’album vede la partecipazione, come musicisti, di Rodrigo D’Erasmo e di Roberto Dell’Era degli Afterhours. Come è stato collaborare con loro? Sono tutti grandi amici, persone che frequento abitualmente e che ho avuto l’onore di poter ospitare nel mio disco. Roberto ad esempio lo conosco da anni, da ancora prima che iniziassi a scrivere. Credo che l’apporto di questi musicisti sia stato fondamentale. La loro bravura è indiscutibile ma contano anche la loro grande personalità e l’esperienza, e non tutti i musicisti bravi hanno grande personalità. NSC: L’uscita del disco è accompagnata da un piccolo tour. Come vivi la dimensione Live? Ho una piccola band che mi accompagna con cui ho un rapporto di grande amicizia. Sono tutte persone giovani come me e agli inizi per cui andiamo a suonare insieme e ci rapportiamo per la prima volta con molte situazioni. Mi piace molto avere responsabilità dei miei musicisti, esserne la portavoce. Nel live mi piace molto comunicare col pubblico, far ridere le persone, scaricare la tensione. La gente se vede un bel concerto è contenta, se riesce a farsi anche due risate e si sente a suo agio forse si ricorderà maggiormente dell’artista che ha sentito. NSC: Da dove nasce il tuo nome artistico Airìn? E’ la pronuncia inglese del mio nome. Ma è scritto in maniera italianizzata. E’ un soprannome che hanno iniziato a darmi gli amici nel periodo in cui ho iniziato a scrivere. Penso che in fondo sia azzeccato. Anche perché mi piace molto parlare di me in terza persona, come se Airìn fosse una persona diversa da Irene Maggi e poi è una mia caratteristica sentire un artista straniero e provare a italianizzarlo.
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