“Into The Wild” di Sean Penn

Viaggio ergo sum. Un film perfetto in tutto e per tutto.

Première 2007
Sullo sfondo dell’America dei grandi spazi, dall’Arizona al Pacifico, dal Gran Canyon all’Alaska, la storia di un giovane anticonformista che sceglie di vivere un’esistenza on the road.

Non è stata particolarmente alta la qualità dei film proposti in questa seconda edizione della Festa del Cinema di Roma (difficilmente sarebbe potuto essere altrimenti dopo una buona edizione del Festival di Cannes ed un’ottima 64° Mostra del Cinema di Venezia), ma sicuramente il film più bello tra quelli presentati è Into The Wild di Sean Penn, che non è semplicemente il film che ha ricevuto alla Festa il maggior numero di applausi, ma una delle migliori pellicole viste negli ultimi anni, un capolavoro struggente e coraggioso che va dritto al cuore, allo stomaco e alla mente dello spettatore.

Tratto dal bestseller Nelle terre estreme di Jon Krakauer, il film racconta la storia (vera) di Christopher McCandless (Emile Hirsch) che all’età di 22 anni, dopo aver conseguito la laurea, rinuncia al futuro promettente che gli si prospetta davanti, devolve tutti i suoi risparmi in beneficenza, abbandona la sua identità e parte, senza dare notizie alla famiglia, alla ricerca del vero significato della libertà, della vita e della natura selvaggia in un viaggio tanto avventuroso quanto spirituale. Questa ricerca condurrà il giovane viaggiatore esteta, sorretto da un rigido codice morale, in giro per gli Stati Uniti: dai campi di grano del South Dakota, dove il ragazzo si presta a fare il contadino, alla comune alternativa di Slab City, in California, passando per le rapide lungo il fiume Colorado, e finendo nel territorio selvaggio dell’Alaska, la sua vera grande ossessione/passione.

Il suo viaggio è al tempo stesso fuga e ricerca. Fuga dal capitalismo e dal consumismo, dalle menzogne e dalle ipocrisie, da una realtà impossibile da cambiare, da se stesso e da quell’io che sente come imposto e che desidera diverso. Ricerca di una vita in totale autosufficienza, della natura incontaminata, della verità, della purezza, della realizzazione del proprio io, della solitudine totale, salvo poi giungere alla conquista di una personale saggezza: la felicità è reale solo quando condivisa. Sì, perchè nel corso del suo viaggio Chris incontra una serie di persone straordinarie che grazie alla sua intelligenza, ironia, serenità e voglia di vivere, conquista ad una ad una. Cambierà per sempre la vita di ciascuna di loro e sarà lui stesso il primo a cambiare in seguito a questi incontri.

La pellicola è perfetta in tutto e per tutto perchè Sean Penn dà vita ad un film potente in ogni inquadratura, dallo stile vario, ma sempre in equilibrio tra classicismo e sperimentazione, mescolando immagini di rara bellezza e dal grande e spettacolare respiro che immergono lo spettatore a contatto con la natura, ad un realismo più crudo e a primissimi (e intensi) piani che mostrano senza filtri i turbamenti o le speranze dei personaggi. La struttura narrativa – attraverso una costruzione in capitoli come per un romanzo di formazione (Nascita, Adolescenza, Età adulta, Famiglia e Conquista della saggezza), a cui corrispondono diversi stili di regia – rende il racconto dinamico e permette alla vicenda personale di farsi emblema universale dei grandi quesiti irrisolti della vita, senza però dare risposte certe e facili soluzioni, ma facendo invece riflettere, dalla prima all’ultima sequenza, sui valori più veri della vita dimenticati dalla società americana (ma si potrebbe dire tranquillamente occidentale). La colonna sonora – composta dalle canzoni originali di Eddie Vedder e dai pezzi per chitarra di Michael Brook e Kaki King – toglie il fiato ed è in sintonia assoluta con la storia intima di Chris e lo spirito on the road del film. L’interpretazione di Emile Hirsch (Lords of Dogtown, Alpha Dog) è indimenticabile e sorprendentemente perfetta nel rappresentare un personaggio controverso ed emotivamente complesso, impossibile da non amare. Tutti gli interpreti hanno una forza espressiva incredibile (i premi Oscar William Hurt e Marcia Gay Harden nella parte toccante dei genitori, Jena Malone nella parte della sorella con cui Chris nutre un’intesa spirituale capace di annullare la distanza fisica tra i due, Vince Vaughn, Catherine Keener, Brian Dierker, Kristen Stewart, Hal Holbrook che danno un’umanità a tutti i personaggi che il protagonista incontra lungo il suo viaggio). La voce narrante, affidata alla sorella di Chris, è intensa, dolente ed emozionante.

Un film toccante e coinvolgente per tutti i suoi 148 minuti; un film che, senza retorica, costringe a ripensare alle cose di tutti i giorni e a mettersi a nudo davanti ad uno specchio. Into The Wild meriterebbe più di qualche Oscar.

Titolo originale: Into the Wild
Nazione: U.S.A.

Anno: 2007
Genere:
Avventura, Drammatico
Durata:
148′
Regia:
Sean Penn
Sito ufficiale:
www.intothewild.com
Cast:
Emile Hirsch, Vince Vaughn, Kristen Stewart, William Hurt, Marcia Gay Harden
Produzione:
Paramount Vantage, River Road Films, Art Linson Productions, Into the Wild, River Road Entertainment
Distribuzione:
BIM