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"JARHEAD" di SAM MENDESUn nemico invisibiledi Pierpaolo Simone Dopo l’esordio con il premiatissimo "American Beauty" e "Era mio padre", il regista americano torna per raccontarci l’arte della guerra attraverso l’occhio di uno dei protagonisti. Al di là delle ottime prove attoriali, il film resta uno sterile esercizio di stile che toglie forza alla storia e la lascia in fieri per tutta la durata del film.
Ci aveva provato (e bene) analizzando la vita della provincia americana con American Beauty, aveva convinto con l’intreccio padre, figlio e violenza criminale in Era mio padre, stavolta il regista americano resta al palo con un film che esalta le sue capacità registiche senza dare spessore alla storia. Jarhead (termine gergale col quale poco simpaticamente vengono appellati i Marines americani) è tratto dal best seller di Anthony Swofford, marine americano che partecipò in prima linea all’operazione Tempesta nel deserto, la guerra che nel 1991 vide gli americani occupati a liberare il territorio del Kuwait dall’invasione irachena. Il libro, considerato dal Times una sorta di memoriale della guerra del Golfo, racconta in maniera ironica, cinica e dissacrante l’esperienza del marine americano (Swofford, appunto) che ha vissuto, in prima persona, il delirio e l’inutilità di quell’operazione bellica. La riflessione sull’inutilità della guerra si ferma nelle eccessive dosi citazionistiche cui ci sottopone Mendes, rimandando troppo spesso lo spettatore a guardar(si) nei film che lo hanno preceduto: da Apocalypse now (i soldati che prima di partire per il fronte ne guardano esaltati la pellicola) a Full Metal Jacket, del quale il regista ci ripropone un’estenuante versione sull’addestramento inziale dei marines. Ma la narrazione, in questo caso, non è mai funzionale all’immagine che ne viene data, tanto da ridurre il tutto ad un esercizio di stile per cinefili ed appassionati. Ricorda il Buzzati de Il deserto dei Tartari, coi protagonisti che consumano la loro esistenza in attesa di un nemico invisibile, immaginario, impossibile da visualizzare. Ma la letteratura - si sa - fa campo a sé e, se Buzzati coglie il pretesto della guerra per raccontarci la solitudine, l’effimera (pre)potenza giovanile del suo personaggio e la caducità dell’esistenza, Mendes confonde un po’ le acque e racconta di un’America al confino, chiusa in se stessa, mentre marcia alla cieca nel tentativo di colonizzare il deserto. Verità storiche certo, ma non bastevoli per rendere il film all’altezza del suo realizzatore. Ottime le musiche (da Break On Through dei Doors a Houses In Motion dei Talking Heads), imponente il cast, a partire dall’eccezionale Jamie Foxx(già premiato con l’Oscar per l’interpretazione di Ray Charles nell’omonimo film) che qui veste i panni di un impavido tenente insieme al bravissimo Jake Gyllenhaal (nelle sale con Brokeback mountain), indiscusso protagonista della storia. Forse ci si aspettava di più, vuoi per il tema trattato, vuoi per il talento che Mendes ha mostrato nei suoi lavori precedenti. Jarhead rappresenta una scomoda dualità con cui si scontra la settima arte: la necessità di raccontare una storia, con la capacità di raccontarla e, di conseguenza, di fare del cinema. Mendes riesce nell’impresa solo in parte: mettendo in luce l’essenziale ma perdendo di vista il cinema. Jarhead Titolo originale: Jarhead Nazione: U.S.A. Anno: 2005 Genere: Drammatico Durata: 123’ Regia: Sam Mendes Sito ufficiale: www.jarheadmovie.com Cast: Jake Gyllenhaal, Jamie Foxx, Peter Sarsgaard, Jacob Vargas, Skyler Stone, Wade Williams, Katherine Randolph, Chris Cooper Produzione: Universal Pictures Distribuzione: UIP Data di uscita: 17 Febbraio 2006 (cinema)
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