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"JUNCA" DI Mercedes RuizJuncà a Veneziadi Giacomo Botteri Junca’ di Mercedes Ruiz al Malibran di Venezia
Nato secoli fa una contaminazione fra il “cante hondo” andaluso ed elementi gitani, il Flamenco si sviluppa nell’Andalusia divenendone il canto folkloristico per eccellenza. Dal cante hondo prende i temi dell’amore dell’ineluttabilità, della pena mentre è l’apporto delle tradizioni gitane a definirne le caratteristiche uniche e inconfondibili. Canto di natura rapsodica e improvvisatoria alterna recitativi al canto spiegato con interludi di chitarra, sottolineato spesso dal ritmico battito delle mani. Crogiolo di stili che si definisce nella sua peculiarità attraverso la danza che lo accompagna. Danza frenetica, ritmata, ossessiva, invasata e orgiastica nella sua drammatica sensualità. Piedi, mani, viso, collo, fianchi, reni, ogni molecola del corpo vibra, si espande, si contorce, si ferma di scatto per balzare in vortici frenetici con slanci improvvisi, scatti fulminei mai geometrici, ma armoniosi in ogni intima fibra. Tutto il corpo parla e se, come è stato detto, “il tango è un pensiero triste fatto musica” , il flamenco è un poema in cui ritrovare non solo l’anima andalusa ma gli strati via, via lasciati in quella terra dalla memoria collettiva dei popoli che vi hanno convissuto, dagli spagnoli agli africani, dai gitani su su risalendo nel tempo sino agli arabi, agli ebrei sefarditi, ai bizantini. Nei suoni e nelle movenze che animano il flamenco sono scritti i gesti, i suoni, le emozioni di questi popoli diversi per usi costumi religione credenze, ma tutti stregati dalla suedad andalusa, dalla sua aria profumata di gelsomini, dal profumo intenso come fiori in decomposizione, dalla luce accecante del paesaggio, dai colori accesi che rallegravano senza però riuscire a cancellare una tristezza di fondo, uno spleen melanconico. Ora la Fondazione La Fenice ci regala al Teatro Malibran “Junca”, spettacolo della superpremiata compagnia di ballo flamenco di Mercedes Ruiz capace di suscitare tutte quelle emozioni assieme alle luci e al calore della Spagna più autentica. Non flamenco ad uso turistico, ma flamenco puro che la Ruiz., abile coreografa ed eccellente ballerina propone riuscendo a dare voce autentica all’anima gitana, solare, festosa, colorata, ma in fondo melanconica al limite della drammaticità. I vari quadri in cui è suddiviso lo spettacolo sono omaggi della coreografa-danzatrice a Jerez, la città natale, ai suoi quartieri, alle sue radici , oltre che a famose interpreti di questa danza cantata o musica danzata. I giochi di luce ,sapienti, separano le scene mentre gli abiti sobri, essenziali, se da un lato, sottolineano a pelle i corpi sinuosi( accanto alla Ruiz ,si allontanano dall’immaginario comune tranne il vaporoso strascico rosso mosso con grazia estrema,o lo scialle giallo oro dai ricchi ricami;accanto alla protagonista eccellenti comprimari Antonio Lopez, Vanessa Rodriguez; nessuna concessione è fatta al folkloristico, ma un rigoroso ritorno alle radici pure di questa danza, assecondata da “ cantaores” e musicisti di collaudata professionalità. JUNCA’ con Mercedes Ruiz al Teatro Malibran di Venezia Direzione artistica e coreografia: Mercedes Ruiz. Musica originale: Santiago Lara. Cast: Mercedes Ruiz, due danzatori, tre cantaores, due chitarristi, un pianista, un percussionista
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