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Concorso "Julia" di Eric ZoncaCassevetes, perdonali perchè non sanno quel che fannodi Nicola Cupperi Julia è una donna quarantenne. A causa del suo incontrollabile vizio, l’alcolismo, il più delle volte passa le sue giornate o riprendendosi da una sbornia particolarmente pesante, o venendo licenziata da un lavoro a causa di una sbornia particolarmente pesante, o cercando di capire nel letto di quale persona sia finita la sera precedente a causa di una sbornia particolarmente pesante.
La sua vita potrebbe avere un svolta quando Elena, una messicana con qualche problema mentale, cerca di coinvolgerla nel rapimento del figlioletto di otto anni, che vive in casa del ricchissimo nonno. Julia fa i suoi calcoli, e quando scopre che il nonno del piccolo è schifosamente ricco decide di agire da sola per poi ottenere il riscatto. Comincia così un’incredibile avventura che vedrà coinvolti l’ubriacona e il ragazzino, e che per volere del caso si spingerà addirittura fino in Messico, dove la vicenda rischierà di assumere toni di tragedia, e dove Julia forse finalmente capirà che sta sprecando la sua vita. John Cassevetes perdonali perchè non sanno quello che fanno. Così ci si dovrebbe appellare alla buon’anima di Cassevetes, uno dei migliori registi americani indipendenti della storia, che vede uno dei suoi capolavori, Gloria, venire ripreso in maniera cinematograficamente quasi criminale da parte del regista francese Eric Zonca. Della bellezza singolare, caratteristica di tutti i film di Cassevetes, dell’originale non rimane quasi niente. Rimane invece negli occhi e nei cuori degli spettatori l’insulsa messa in scena del regista, l’insopportabile pedanteria di alcune scelte, l’improponibilità di altre, la pedissequità della regia (un banale e mal riuscito copia e incolla dello stile di Cassevetes) e la spropositata e pleonastica lunghezza della sceneggiatura, stiracchiata fino all’inverosimile col risultato di risultare, a tratti, intollerabile. Certamente rimane anche l’incredibile, in senso positivo, interpretazione di un’imbolsita, per il ruolo, Tilda Swinton. Quello con Gena Rowlands è l’unico confronto che si può pensare di imbastire fra i due film. E la Swinton lo regge benissimo, dando vita a un personaggio complesso, cattivo, disperato, cinico, senza più alcuna speranza nella sua vita e nel genere umano, e dimostrando di meritare assolutamente la candidatura tributatale dall’Academy per il suo ruolo come attrice non protagonista in Michael Clayton di Tony Gilroy. Nell’attesa di venire a conoscenza, alla fine del mese, del risultato degli Academy Awards, registriamo purtroppo il primo vero flop del concorso ufficiale per i lungometraggi del Festival di Berlino. Un film di Erick Zonca Con Tilda Swinton, Aidan Gould, Saul Rubinek, Kate del Castillo Genere Drammatico Colore 138 minuti. Produzione Francia 2007.
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