VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
Fuori Conorso Eventi "Ketto Takadanobaba" di Masahiro MakinoDrunken Masterdi Nicola Cupperi Yasubei Horibe è un talentuoso samurai che vive a Edo. Decisamente poco portato per il Bushido, il guerriero vive di sakè e di scaramuccie: il suo lavoro, infatti, consiste nel sedare le liti che a decine ogni giorno scoppiano in città. In cambio pretende solamente un barile del migliore sakè.
Perennemente ciucco, Horibe è estremamente felice e soddisfatto della sua esistenza senza pensieri e preoccupazioni. A mettere in dubbio questa sua condotta di vita ci pensa lo zio, anche lui grande spadaccino ma, contrariamente al nipote, fiero e orgoglioso seguace della rigorosa via del samurai. Horibe, pur nutrendo qualche dubbio, ascolta le rimostranze dello zio, ci pensa un attimo ed esce a ubriacarsi. Sconsolato, il vecchio si prepara per l’annuale torneo di duelli organizzato dal suo padrone; nonostante l’età avanzata riesce a vincere e a ridicolizzare uno dei samurai più potenti di Edo che, giurando vendetta, lo sfida a duello forte del fatto di poter schierare una trentina di uomini. L’uomo va alla ricerca del nipote per chiedergli aiuto; Horibe, però, è ancora in giro a bisbocciare, ma quando viene a sapere che lo zio è andato incontro a morte certa affrontando da solo l’impari lotta, il samurai che è in lui si risveglia e con onore, furia e dignità vendica la caduta dell’amato parente, in un finale amaro e bellissimo. Da che mondo e mondo, Shozo e Masahiro Makino, padre e figlio, sono due delle figure più importanti della centenaria storia del cinema giapponese: Shozo in quanto vero e proprio pioniere, e Masahiro in quanto attore, regista e produttore estrememante prolifico e di grande successo. Come regista dirige quasi trecento pellicole svariando in tutti i generi; poco innovativo ma comunque potente, il suo cinema si caratterizzava per una costante ricerca del successo di botteghino, cercando e trovando sempre modi di versi per incuriosire e soddisfare il pubblico. Ancora più importante è la sua carriera come produttore: in quest’ambito Makino verrà sempre ricordato per aver fondato e diretto con grande competenza storiche case di produzione come la Nikkatsu, la Toho e la Shochiku. Questo suo breve (solo cinquanta minuti) film del 1937, a più di dieci anni dal suo esordio dietro la macchina da presa, si fa ampiamente apprezzare e per la competenza e il mestiere del regista, e per la superba prova del divo dell’epoca Tsumasaburo Bando. Il personaggio di Horibe è al contempo divertente e malinconico, oltre che terribilmente affascinante. La sua abilità con la spada, infatti, sembra non risentire dei litri di sakè ingollati. Anzi, lo spadaccino, quando ubriaco, combatte con ancor più stile e grazia. Makino sceglie di mostrare le splendide coreografie delle battaglie alternando lunghi piani fissi totali nei quali sono gli attori a muoversi a splendidi carrelli laterali che seguono la furia di Horibe e vivacizzano la messa in scena. Un ottimo film di genere, rapido e compatto, senza nessuno momento di troppo o di pausa. Il tutto infiocchettato, come già detto, da un finale geniale, d’autore. Kettô Takadanobaba Titolo originale: Chikemuri Takadanobaba Nazione: Giappone Anno: 1937 Genere: Commedia Durata: 64’ Regia: Hiroshi Inagaki, Masahiro Makino Cast: Tsumasaburo Bando, Tokuma Dan, Komako Hara, Shunzaburo Iba, Momonosuke Ichikawa, Takashi Shimura, Chiyoko Okura, Ryosuke Kagawa Produzione: Nikkatsu Data di uscita: 1937 (cinema) Venezia 2008
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





