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"Keturi Zingsniai (Quattro Passi)" di Audrius StonysMatrimoni lituanidi Livio Meo Utilizzando materiali d’archivio, il regista Audrius Stonys cerca di raccontare le trasformazioni avvenute nelle tradizioni lituane connesse al matrimonio.
Audrius Stonys recupera filmati provenienti da archivi privati di epoca sovietica per far rivivere le tradizioni del popolo lituano. Il regista sofferma la sua attenzione sul momento del matrimonio e sugli eventi immediatamente successivi alla funzione. Il documentario si divide in quattro capitoli - i quattro passi citati nel titolo - attraverso i quali viene presentata l’evoluzione della concezione del matrimonio: dal primo episodio, datato 1961, fino all’ultimo frammento, i festeggiamenti rituali sono accompagnati da un canto della tradizione popolare lituana. La mera riproposizione del prezioso materiale d’epoca è coniugata al ricorso ad un motivo canoro che accompagna gli intervalli fra l’analisi dei diversi periodi. Attraverso spunti particolari ed interessanti siparietti, Stonys dimostra che il matrimonio, prima ricondotto al mito della rinascita attraverso riti complessi, ha perso la caratterizzazione sacrale originaria. Gestualità precise, come il bacio dovuto dallo sposo a tutte le damigelle della futura moglie, non trovano riscontro nella festa odierna, completamente svuotata di significato simbolico. L’episodio risalente al 2007 presenta un triste giorno festeggiato in casa, con pochi invitati e poca energia. Se già negli anni Ottanta il regista ravvisa una tendenza all’adeguamento “commerciale” dell’unione in matrimonio, in quest’ultima sequenza l’incalzante atmosfera originaria è totalmente assente, al punto da far pensare che i due sposi, così compassati e inespressivi, siano stati obbligati a convolare a nozze. Nonostante il pregevole impiego di materiale d’archivio, Keturi Zingsniai appare incapace di stimolare l’attenzione attorno alla riflessione sollecitata dall’autore. La riproposizione di matrimoni fra loro differenti non permette una comparazione costruttiva e l’assenza di una struttura narrativa, o quantomeno didascalica, impedisce la comprensione del raro materiale utilizzato. Audrius Stonys si affida ciecamente alla forza espressiva dei personaggi e delle situazioni a cui ha ridato vita, ma non riesce a stimolare ed indirizzare l’interesse dello spettatore. Titolo originale: Keturi Zingsniai Regia e sceneggiatura: Audrius Stonys Fotografia: Audrius Kemezys Produzione: Studio 2 Anno: 2008 Nazione: Lituania Durata: 42’
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