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Orizzonti - Film Sorpresa "Khastegi (Tedium)" DI BAHAM MOTHAMEDIANDifficile essere donna in Iran. Soprattutto con un corpo di uomo.di Enrico Ruffato All’Iran che Marjane Satrapi ci ha descritto come un mondo in cui una donna combatte continuamente, Baham Mothamedian aggiunge un aspetto. Quello che indaga la vita dei transessuali. Donne imprigionate in un corpo di uomo le quali, come in occidente, incontrano molte difficoltà per conquistare il loro diritto alla felicità. Con la differenza che in Iran, anche le donne nate come tali non hanno certo un’esistenza facile.
Sissi, Maryane, Shiva e altre non riescono ad affermarsi. Questo perché lo devono fare in una società che si attende molta virilità dai maschi (qualunque maschio), e vede la condizione femminile (qualunque tipo di femminilità) come umiliante e degradata. Un doppio, triplo, quadruplo scontro dunque: contro le aspettative dei genitori, contro la necessità della “corretta mascolinità”, contro i baratri nei quali un transessuale può cadere perché altrove è rifiutato, come l’obbligo alla prostituzione. Tedium si presenta come una docu-fiction (interviste, camera mobile, con protagoniste veramente coinvolte, ma anche situazioni chiaramente ricostruite) incentrato su alcune vicende vissute da queste ragazze: chiuse in casa dai genitori nella speranza di “redimerle”, cacciate e costrette a prostituirsi, o alla vana ricerca di un lavoro nel quale non siano discriminate. Tra esse anche Maryane, che è stata sposata e ha avuto due figli prima di cambiare sesso, Shiva, che invece è nata donna ma vorrebbe essere maschio, e Moshun, che deve affrontare lo spinoso argomento con sua moglie. Un film, Tedium, con degli spunti interessanti, ma non pienamente sviluppati. A partire dal titolo piuttosto fiacco, che forse sarebbe stato migliore se più evocativo o pregnante. La traccia narrativa si sfilaccia man mano che la storia procede, ed evidenzia una troppo insistita aderenza con modelli analoghi occidentali. La condanna sociale che pesa su un uomo che compra cosmetici o che batte il marciapiede è di sicuro un argomento da trattare, ma per far questo il regista tralascia altri temi anche più coinvolgenti: il cambio di sesso, ad esempio (che oltretutto nel film lascia l’impressione di essere un’operazione che i medici accordano senza gli anni di terapia che invece in occidente sono necessari), non sembra essere un problema, da un punto di vista fisico. “Mi faccio operare, non mi faccio operare”: ma nessuna di queste ragazze sembra indagare sull’ (innegabile) sconvolgimento psicologico che può portare una simile variazione della propria percezione di sé. Alcuni tocchi davvero profondi comunque si fanno notare. E sono quelli legati al rapporto fra transessuali e Islam. Il desiderio di portare il velo, il consulto di Moshun con gli studiosi del Corano per sapere come comportarsi con la moglie, o la toccante scena in cui Shiva sente il bisogno di pregare (vestita da maschio) e viene fulminata dalla madre che le dice “la preghiera non è valida senza il ciador”. Nel finale Tedium lascia aperte le porte, ma non è chiaro se lo faccia per confusione in fase di montaggio o per esplicita scelta narrativa. Certo l’impressione finale è quella di avere assistito a qualche spezzone di un film potenzialmente interessante. Un film presentato “a sorpresa” (come esplicitato nel programma) alla 65ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Non è la prima volta che i transessuali vengono rappresentati in queste sale. Ma sul tema dei transessuali in Iran la prossima volta attendiamo qualcosa di più coeso. Titolo originale: Khastegi Nazione: Iran Anno: 2008 Genere: Drammatico Durata: 76’ Regia: Bahman Motamedian Cast: Ghavi Bal, Asghar Nejad, Sayanpoor, Moghaddam, Rahimi, Foghani, Amjadinia Data di uscita: Venezia 2008
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