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Fuori concorso "Kurus - Days of the Turqoise sky" di Woo Ming-jinCrescere in Malesiadi Nicola Cupperi Alì, ragazzo malese di 15 anni, vive col padre single, squattrinato e col vizio del gioco; il ragazzo deve destreggiarsi fra due antipatici bulli e una vicina di casa decisamente troppo premurosa. A scompigliare in maniera ancora maggiore la sconclusionata vita del ragazzo ci pensa la sua nuova, giovane e bella professoressa di inglese.
Alì si innamora perdutamente della bella e appassionata professoressa; allo stesso modo l’amico del cuore Hassan, con cui Alì passa le giornate a tentare di pescare, si invaghisce della sostenuta e secchiona nuova arrivata in classe, Nora. La vita del giovane ragazzo procede senza scossoni, decisamente ripetitiva, fino a quando, in maniera del tutto fortuita, scopre qualcosa di losco a proposito del fidanzato dell’amata insegnante. Da quel momento in poi il nostro protagonista si impegnerà per salvaguardare la virtù e l’onore della donna che ama. L’appena trentenne regista malese Woo Ming-jin sbarca nuovamente al Torino Film Festival dopo il successo ottenuto nella passata edizione con The Elephant and the Sea, che ha ottenuto il Premio della Giuria. In questo caso l’autore asiatico si accontenta di apparire nelle sezione Fuori Concorso con questo suo ultimo lavoro. Kurus, che tradotto dal malese, come insegna il catalogo, significa "Magro", e non potrebbe esserci titolo migliore per definire il protagonista Alì sia fisicamente che caratterialmente, è un film per molti versi sorprendente. Innanzittuto e fondamentalmente sciocca, sin dai primi minuti, per l’abissale e incalcolabile diffrenza rispetto a The Elephant and the Sea; Woo Ming-jin in questo Kurus sembra non volersi assolutamente ripetere in quelle precise situazioni in cui il suo lavoro precedente era autorialmente significativo. La pellicola presentata l’anno in passato nel Concorso ufficiale del Torino Film Festival, ad esempio, poggiava interamente sull’estetica del silenzio significativo, dell’aridità emotiva come riflesso del degrado sociale. In quest’ultimo lavoro, al contrario, il regista malese si concentra maggiormente sul materiale umano piuttosto che su quello scenografico. Il campo d’azione della macchina da presa diminuisce, i piani si restringono inesorabilmente e l’obiettivo si focalizza sul protagonista umano. La conseguenza naturale di tutto questo - o forse la causa di tutto questo, ma cambia poco - è la costruzione di un film verboso, fatti di situazioni piuttosto che di luoghi, di scrittura piuttosto che di riflessione estetica, di lavoro sugli attori piuttosto che di scelta ponderata e significante sul taglio e l’ampiezza dell’inquadratura. Un ribaltamento di valori cinematografici decisamente drastico e radicale. Questa situazione si spiega certamente e facilmente con il fatto che Kurus nasce come film commissionato dalla televisione malese, come lungometraggio semplificato al massimo, di quando in quando ammiccante, alla ricerca del sorriso e dell’attenzione costante del pubblico. Per questa ragione, con molta probabilità, il giovane regista malese ha messo da parte quell’armamentario estetico-cinematografico che aveva forgiato e utilizzato nel suo precedente lavoro. In ogni caso questa pellicola, a livello assoluto, è un lavoro di tutto rispetto, realizzato in un discreto ma nulla più HD, che si porta dietro un paio di difetti decisamente televisi - mancanza di idee nella parte centrale e interpreti in alcuni casi troppo poco credibili - e che soffre non poco della sindrome da cabaret, in cui i vari episodi che costituiscono l’interezza del lavoro si uniscono l’un l’altro in maniera pretestuosa e sbrigativa. Lodevoli alcuni episodi brillanti, così come l’incisiva dolcezza e tenerezza dell’intera vicenda. 2008, Malesia HD, 75’, col. regia, soggetto, sceneggiatura/director, story, screenplay Woo Ming Jin fotografia/cinematography Aaron Chung scenografia/production design Jeffrey Wong musica/music Isabel Lam suono/sound Kannan Thiagarajan interpreti e personaggi/cast and characters Mislina Mustapha (Leana), Namron (Budiman), Carmen Soo (Carol Liew), Arshad Zamir Zamir (Ali), Ahmad Muzhaffar (Hassan) produttori/producers Aron Koh, Edmund Yeo, Woo Ming Jin produzione/production Greenlight Pictures, LKW University vendita all’estero/world sales Greenlight Pictures
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