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Torino29. Festa Mobile: Figure nel Paesaggio "L’ERA LEGALE" DI ENRICO CARIAC’è un nuovo sceriffo in cittàdi Ilaria Falcone Enrico Caria è un giornalista, sceneggiatore e scrittore, che porta al 29 Torino Film Festival un mockumentary dal disegno satirico e dal messaggio profondo. Dopo l’ironico e spietato affresco Vedi Napoli e puoi muori, il nuovo film di Caria, L’Era Legale, tra finzione e realtà, analizza questioni scottanti: dai rifiuti, alla camorra alla droga.
Come lo stesso regista ha raccontato, si è ispirato allo stile del documentarismo storico e scientifico anglosassone per raccontare la realtà di Napoli, che può essere cambiata: occorre l’impegno e la buona volontà da parte di tutti. L’era Legale è ambientato nel 2020. Napoli è diventata la città più sicura, pulita e moderna del Pianeta. NA non è più solo la targa di Napoli, ma sono le iniziali di Nicolino Amore (Patrizio Rispo), sindaco di Napoli, che ha sottratto l’antica colonia greca, Neapolis, a un vissuto di illegalità e furbizia. Il sindaco del miracolo, ammirato e osannato all’estero come Rodolfo Valentino, Caruso e Sofia Loren, come mai era successo per un uomo politico italiano, è divenuto un’icona cucinata in tutte le salse. La sua avventura politica inizia nel 2008; Napoli è allo sbando tra rifiuti e narcotraffico, l’aria è pesante, manca il lavoro. Cresciuto nei quartieri spagnoli, orfano troppo presto di madre, garzone, titolare di un negozio di guanti, fallito e arrestato, un curriculum di mille lavori, grande lettore, viaggiatore, Nicolino Amore, dal nome così neomelodico, torna nella sua città e in Galleria, su una cassetta della frutta, inzia a raccogliere gente intorno a sè, stanco e stufo di stare seduto su una miniera d’oro - Napoli - che non sa dare i suoi frutti. Nicolino Amore diviene un nuovo domatore della politica. Leader del Movimento Alto, che non guarda nè a destra nè a sinistra, ma in alto, con la sua statura da outsider, il cappotto lungo e gli occhialini tondi, inizia a "dire la sua." Pratico e grande osservatore, il sindaco Amore inizia a combattere la malavita. Chiede fotocopiatrici per i Magistrati, gomme e matite per i Cancellieri e pretende di legalizzare la droga - perchè i drogati lui li considera dei malati, non dei criminali. Nicolino Amore vuole mettere in pratica semplicemente le garanzie costituzionali. La sua politica si dirige contro il proibizionismo. "Vuole la luna" replicano gli scettici. "Dimettiti" è il grido costante dell’opposizione nel Consiglio Comunale. Ma alla gente piace il sindaco Amore. E la sua lotta contro la diffamazione, ma soprattutto contro la disinformazione dà i suoi frutti, provocando un effetto domino, che porta a una trasformazione culturale. Tanto che i cervelli fuggono da Harvard per trasferirsi a Napoli. Il plauso arriva da tanti e svariati personaggi pronti a testimoniare la loro ammirazione per le scelte operate da Nicolino Amore - tutti si esprimono sul fallimento delle politiche proibizioniste: da Isabella Rossellini a Pietro Grasso, da Renzo Arbore a Vincenzo Macrì, da Giancarlo De Cataldo e Carlo Lucarelli, da giornalisti come Bill Emmott e Marcelle Padovani. L’Era Legale mette in movimento l’utopia, realizzabile, di una società corretta, dove è l’impegno abbracciato dalla colletività, dietro il sogno possibile di un incrollabile coraggioso, a creare un mondo migliore. Uno sguardo satirico nei confronti della stampa, feroce nei confronti della televisione; un trattato sociologico sui politicanti che urlano sbandierando dissensi per una non presa di posizione; un manifesto politico corposo, sensibile e forte; L’Era Legale decolla da subito, mettendo in evidenza le ampie debolezze e il dramma sociale, con sapiente e precisa ironia. Titolo Originale: L’era legale Nazione: Italia Anno: 2011 Durata: 76’ Regia: Enrico Caria Data d’uscita: Torino 29
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