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"L’UOMO DEI CERCHI AZZURRI" di FRED VARGASJean-Baptiste Adamsberg fa il suo ingresso al Commissariato del Quinto Arrondissement di Parigidi Ilaria Falcone Con “L’uomo dei cechi azzurri, uscito in Francia nel 1991, mentre in Italia solo nel 2007 sulla scia del successo di altri libri della romanziera francese, Fred Vargas ci racconta la prima avventura di uno dei Commissari più amati della letteratura contemporanea: Jean-Bapstiste Adamsberg (e la traduzione del nome è tutto un programma: Giovanni Battista della Montagna di Adamo).
Ma non solo, la Vargas introduce con un delizioso, simpatico e onesto rispetto il Commissariato del Quinto Arrondissement, sezione anticrimine, di Parigi, da Adamsberg a Danglard a Florence; Commissariato che il lettore ammirerà già a metà del libro e amerà nei romanzi successivi sempre maggiormente.
«Victor, malasorte, il domani è alle porte». È la frase che delizia i parigini. Compare da quattro mesi intorno ai misteriosi cerchi azzurri tracciati col gesso di notte sui marciapiedi. In mezzo al cerchio, un tappo di birra, una chiazza di vomito, un accendino, un bambolotto... Giornalisti e psichiatri si lanciano in tesi spericolate. Adamsberg pensa invece che non ci sia proprio niente da ridere. Lui lo sa. Lui lo sente, che nei cerchi c’è crudeltà. E aspetta. Aspetta che in mezzo al cerchio azzurro compaia il primo cadavere. Adamsberg, una creatura silvestre, che fa sempre tutto dolcemente, venuto al mondo con sedici giorni di ritardo, ha mantenuto sempre i suoi tempi dilatati, con la sua fatica a essere conciso, ben conscio di essere “un uomo vago”. Il lettore non ancora abituato ai metodi di Jean-Bapstiste Adamsberg ha l’occasione di provare lo stesso stupore che dovettero provare i poliziotti e gli investigatori del commissariato del quinto arrondissement di Parigi quando videro arrivare quest’uomo venuto non si sa da dove, forse bello ma forse no, piccolino, vestito malissimo, con la camicia per metà dentro ai pantaloni e per metà fuori, un uomo che scarabocchia sempre qualche disegno invece di prendere appunti. Solo la fama dei casi risolti fino a quel momento salva Adamsberg dal dileggio, quando i suoi uomini si accorgono che passa il tempo a prendere sul serio la cosa piú futile che accade a Parigi. I cerchi azzurri. Per il lettore che invece già ama Adamsberg, inevitabilmente, c’è il pieno rivelarsi del suo fertile antagonismo, misto di amore fraterno, con Danglard, il cartesiano che non disdegna l’alcol, che dalle quattro di pomeriggi in poi non è tanto affidabile. Adrien Danglard, separato con cinque figli a carico, coltissimo, iperrazionalista e pieno di complessi. Umanamente fragilissimo e molto portato alla deduzione razionale, Danglard diventa subito necessario ad Adamsberg, che sembra inseguire all’opposto solo le proprie intuizioni, fino a trascurare le regole di base dell’investigazione: ma proprio per questo sa benissimo di avere bisogno della mente ordinata di Danglard. E poi il tesorino: vediamo comparire anche la bella Camille, inafferrabile, concreta nella sua fragilità verso Adamsberg. Il suo amore folle. Mentre la crudeltà percepita dal commissario si svela implacabilmente, e la profondità del male di cui è capace un essere umano lascia incredulo e smarrito lo stesso Adamsberg. In Francia è subito parlato di “caso Vargas” e non si fa fatica a capire il perché. Non è solo una giallista. È una romanziera. I suoi non sono solo noir, lo stesso Adambserg nei suoi tratti fisici e caratteriali è un romanzo, nelle sue sfumature è letteratura. La scrittura curiosa e incisiva, il linguaggio chiaro, colto, espresso con semplicità e ironia sono alcune delle caratteristiche che avvolgono e cullano il lettore. Con L’uomo dei cerchi azzurri, Fred Vargas (pseudonimo di Frédérique Audouin-Rouzeau, ricercatrice di archeozoologia ed esperta di medievo) smuove e snoda la trama di questo poliziesco, portando il lettore a vagare per le strade di Parigi, catturandolo con la sua tranquilla narrazione ammaliante, senza eclatanti gesti. Il colpo di scena della Vargas è unico, nel sorprendere il lettore, nello sviarlo inconsapevolmente e poi rivelargli il gioco di deduzione causale. Fred Vargas, L’uomo dei cerchi azzurri, 2007, Einaudi, pp. 238, € 15.50.
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