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"L’amante inglese" di Catherine CorsiniLa passione di una donna, senza via di scampodi Fabrizia Centola Una sera, in un cinema, nel 1981: sullo schermo, due amanti si rincontrano dopo otto anni. Sono nel parcheggio sotterraneo di un supermercato, si baciano e lei cade a terra, svenuta.
In sala, il pubblico rumoreggia. La passione degli altri, a volte, può far paura e allora la si schernisce. Il film era La signora della porta accanto di François Truffaut.
L’amante inglese, ma è forse meglio utilizzare il titolo originale, Partir, è un film che rischia la stessa sorte: la forza inconsueta della passione provocherà in alcuni imbarazzo e rifiuto. Nella Francia di oggi. I figli sono ormai grandi, il ménage di casa consolidato quando Suzanne (inglese di nascita) decide di riprendere a lavorare e di ristrutturare la piccola casa in fondo al giardino per poterne fare uno studio di chinesiterapia. Il marito, un medico affermato, stigmatizza ma finanzia questo nuovo gioco della moglie. Per i lavori, l’impresario chiama Ivan, operaio catalano, disposto a lavorare in nero e con una macchia nel passato per qualche bricoles. Tra Ivan e Suzanne esplode la passione. Non è cosa facile rappresentare l’estremo, nell’amore. Catherine Corsini (Les Ambitieux, Festival di Roma 2006) ci riesce. Costruisce un melodramma asciutto e rigoroso, una storia senza compromessi per un’eroina che coglie, al di là della ragione, ciò che la vita sorprendentemente ancora le offre. Dà corpo all’amore e al desiderio; lo rende esplicito attraverso le nudità imperfette, di pieghe, spigoli e abbondanze, di Kristin Scott Thomas (Il paziente inglese, Ti amerò per sempre) e di Sergi Lopez (Una relazione privata, Ricky). La fotografia di Agnès Godard (La vita sognata dagli angeli, Nuovomondo) riproduce la potenza della pittura di Egon Schiele, con abbracci di carne capaci di contenere il piacere, l’abbandono e la disperazione. Una passione ben lontana da una rappresentazione patinata e glamour. L’amante inglese con il sopraccitato film di Truffaut ha indubbiamente dei punti di contatto, e non solo perché la regista ha “rubato” alcuni brani di Georges Delerue composti per la colonna sonora. E’ l’atmosfera di apparente, radioso, benessere che li accomuna: la banalità e la ripetizione del quotidiano che nasconde una soffocante rassegnazione interrotta dal colpo di scena di un incontro. Sono le partite a tennis, un’elegante casa, la forza dell’emozione che fa svenire e la rinuncia dell’amore che fa ammalare, è il colpo d’arma da fuoco che si ode nella notte. Nella scrittura filmica della Corsini la misura della passione è nella differenza di classe: Suzanne, a cinquant’anni, è disposta a tutto, a rinunciare ai privilegi di un matrimonio borghese per una nuova vita con l’amante proletario. Discende la scala sociale nutrita da una passione che la coglie di sorpresa e a cui si abbandona con naturalezza; e al melodramma si sovrappone la dimensione politica. La violenta impotenza di un marito, interpretato da Yvan Attal (Les Regrets), si scatena per annientare e per costringere la moglie al rientro in seno alla normalità dettata dalle convenzioni borghesi. L’uomo ferito nell’orgoglio di maschio dichiara guerra alla madre dei suoi figli, utilizzando tutti gli strumenti che gli derivano dal suo status per indurla alla resa, mettendo in luce come, ancora oggi, una donna possa essere ostaggio all’interno dell’istituzione matrimoniale, e non tutelata qualora decida di andarsene. Catherine Corsini fonde l’eccezionalità di una passione estrema con la verosimiglianza dei personaggi: un uomo e una donna comuni. Riesce a farlo anche grazie all’intensa interpretazione di Kristin Scott Thomas, dalla bellezza spigolosa e un po’ sfiorita, capace di illuminarsi d’amore e di Sergi Lopez, corpo, sguardo e sentimento. Titolo originale: Partir Nazione: Francia Anno: 2009 Genere: Drammatico, Romantico Durata: 85’ Regia: Catherine Corsini Cast: Kristin Scott Thomas, Sergi López, Yvan Attal, Bernard Blancan, Aladin Reibel, Alexandre Vidal, Daisy Broom, Berta Esquirol, Gérard Lartigau, Geneviève Casile, Philippe Laudenbach, Michèle Ernou Produzione: Pyramide Productions, Solaire Production Distribuzione: Teodora Film Data di uscita: 05 Marzo 2010 (cinema)
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