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L’amletico Gadda di Fabrizio GifuniL’attore romano per la prima volta a Ferrara porta in scena da giovedì 25 a domenica 28 novembre un monologo tratto da due testi dello scrittore milaneseComunicato stampa pubblicato mercoledì 24 novembre 2010 Fabrizio Gifuni, uno dei volti più affermati del cinema (La meglio gioventù, Galantuomini, Il dolce e l’amaro, L’uomo nero) e della televisione (è stato De Gasperi, Basaglia e Papa Montini), sarà per la prima volta ospite al Teatro Comunale di Ferrara da giovedì 25 a domenica 28 novembre. L’attore romano sarà il protagonista dello spettacolo firmato da Giuseppe Bertolucci L’ingegner Gadda va alla guerra o della tragica storia di Amleto Pirobutirro, da Carlo Emilio Gadda e William Shakespeare. Quattro anni dopo ‘Na specie de cadavere lunghissimo (spettacolo che, a partire dai testi di Pasolini e Somalvico, poneva le basi di una riflessione teatrale sulla trasformazione del nostro paese negli ultimi 40 anni), Gifuni ripre! nde il s uo percorso guidato dalla lingua e dal pensiero di uno dei più grandi scrittori del ’900. L’idea che percorre lo spettacolo è quella di riconoscere in Gadda le stigmate di un Amleto novecentesco (di qui le citazioni dalla celeberrima tragedia), nemico a un mondo che gli è nemico, lucidamente consapevole della propria estraneità, proprio come il protagonista de La Cognizione del dolore, Pirobutirro, nei confronti dell’odiata Pastrufazio. “Un Amleto ormai vecchio, solo, senza più un padre o una madre da invocare o da maledire, sempre più debole di nervi, collerico. Solo con i suoi fantasmi. La lingua squassata da lampi di puro genio proteiforme. Sempre sull’orlo di una follia tragica eppure, a tratti, comicissima. E ricca di metodo. Ah sì, ricca di metodo. Così inizio a immaginare Gadda”. Con straordinaria ricchezza d’accenti, ne L’ingegner Gadda va alla guerra Gifuni ripercorre la vicen! da umana dell’autore lombardo: la sua malinconica solitudine, la sua ironia crudele, la sua refrattarietà se non incapacità alla vita sociale, il rapporto con la madre e quello difficile con il fratello Enrico, quella sua errata certezza di non poter mai essere, proprio come Amleto, "il primo della schiera", trovano in Gifuni un interprete straordinario. La forte fisicità, lo snodarsi dell’interpretazione dentro e fuori il personaggio, restituiscono le parole di Gadda con una evidenza sconvolgente, quasi materializzando la sua presenza massiccia, la sua forza di penetrazione delle cose. Il risultato è un assolo che combina, senza aggiungere una sola parola, le opere di Gadda Diari di guerra e di prigionia - il racconto della prima guerra mondiale vissuta dall’autore in prima persona - e Eros e Priapo - esilarante referto della psicopatologia erotica del Ventennio - con alcuni inserti da Amleto di Skakespeare. Un monologo pieno di sottili! sfumatur e che l’attore romano riesce a cogliere e valorizzare, fondendo voce e gesto, modulando la voce dai toni più grevi a quelli più leggeri. Mima, balla, gioca, si diverte e diverte, mentre invita a prendere coscienza di una importante fase della storia italiana, per pensare anche al nostro presente. Lo spettacolo andrà in scena giovedì 25 novembre alle 21 (turno A), venerdì 26 novembre alle 15 (turno il Teatro fa scuola), venerdì 26 novembre alle 21 (turno B), sabato 27 novembre alle 21 (turno Invito), domenica 28 novembre alle 16 (turno E). Prezzi da 8 a 28 euro. Prenotazioni telefoniche dalle 17 alle 19 al numero 0532 202675
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