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"L’èpine dans le coeur" di Michel GondryTutto in famigliadi Nicola Cupperi Suzette Gondry, zia del più famoso Michel, dal 1952 al 1986 ha
lavorato come insegnante elementare nelle zone più rurali e isolate
della Francia, in piccoli e sperduti villaggi. Il cineasta francese,
spinto dalla curiosità e dal profondo affetto che lo lega alla
parente, curiosa in questa pluri trentennale carriera da educatrice,
sfruttando l’occasione per scoprire vicende della sua stessa famiglia
di cui era all’oscuro e fornendo la possibilità a zia Suzette di
aprirsi col problematico figlio Jean.
Una cosa è certa: mai ci si sarebbe aspettato di trovarsi di fronte a un film di Michel Gondry - autore fra i più sorprendenti sul panorama mondiale dapprima come realizzatore di videoclip diventanti veri e propri oggetti di culto per appassionati e non e quindi come regista cinematografico titolare di acclamate opere del calibro di Se mi Lasci ti Cancello, L’Arte del Sogno e il recente Be Kind Rewind – non avendo sostanzialmente nulla di più interessante di un freddo elenco di successi passati da raccontare. Eppure, in buona sostanza, Gondry riesce a sorprendere anche laddove si rifiuti espressamente di farlo. Togliere un lavoro di questo genere dalla videoteca privata dei Gondry e proporlo per la distribuzione è, infatti, in qualche modo sorprendente. Per prima cosa perché, a un livello più superficiale, si tratta di un documentario fatto dalla, sulla e per la famiglia Gondry; inoltre perché, a un secondo livello di lettura, la pellicola mostra una Francia sostanzialmente sconosciuta all’estero. Il che potrebbe creare interesse, non fosse altro che il discorso imbastito dal cineasta transalpino dà per scontata la conoscenza di talune dinamiche tipicamente proprie del suo paese rendendo, in sostanza, poco appetibile il contorno alla vicenda per tutti coloro i quali fossero esclusi dall’inside-joke, per usare una similitudine. Quello che invece affascina dell’operazione voluta da Gondry è, molto più semplicemente, la passione, la semplicità e il candore con cui un autore, che abbiamo saputo con gli anni essere in possesso di una rara sensibilità poetica nonché di una rara sana pazzia, mette in scena le vicende, la storia, le tensioni, le idiosincrasie e gli affetti di una parte importante della sua famiglia, rappresentata da sua zia Suzette e da suo cugino Jean. Un’operazione che, a quanto ci viene mostrato, sembra anche coinvolgere la troupe tecnica del documentario, adottata dalla dispotica e avanguardista maestra Suzette, che in qualunque villaggio abbia insegnato trova persone che di lei serbano un ricordo affettuoso e nostalgico. Titolo originale: L’Épine Dans le Coeur Nazione: Francia Anno: 2009 Genere: Documentario Durata: 82’ Regia: Michel Gondry Data di uscita: Cannes 2009
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