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Torino 26 "L’onda" di Dennis GanselNazismo: istruzioni per l’usodi Livio Meo Rainer Wenger insegna in una scuola superiore di un’imprecisata città tedesca e, durante le ore dedicate ad insegnamenti alternativi, tiene un corso sull’autocrazia.
Per far comprendere più approfonditamente agli allievi la realtà nazista, il giovane professore decide di trasformare le ore di lezione in momenti d’immedesimazione con le consuetudini di un ipotetico regime dittatoriale. Gli esiti del pioneristico stile del docente saranno però inaspettati e soprattutto incontrollabili.
Ispirato ad un’incredibile storia vera, Die Welle è stato uno dei film più acclamati al 26 Torino Film Festival. Il regista tedesco Gansel ha deciso di raccontare le singolari vicende accadute ad un docente liceale di Storia che, per spiegare con efficacia i punti fondamentali e gli esiti del fenomeno nazista, ha coinvolto l’intera classe in un esperimento spaventosamente riuscito. Wenger, il protagonista del film, è stato costretto a passare le sue ore di lezione a parlare di autocrazia, nonostante fosse decisamente più entusiasta di proporre riflessioni sul movimento anarchico. L’incolmabile lontananza ideologica non abbatte però il professore, che cerca di presentare l’argomento agli studenti sebbene essi appaiano poco propensi all’idea di sorbirsi discorsi sentiti già centinaia di volte. Notando la diffidenza degli alunni e la loro radicata idea che nell’odierna Germania un nuovo dittatore non avrebbe successo, Wenger decide di avvicinare i suoi interlocutori ricreando in classe i presupposti di un ipotetico regime autocratico. Le basi teoriche alle quali devono attenersi i ragazzi sono la disciplina, l’unità di gruppo e la partecipazione ad azioni comuni. La didattica di Wenger supera però la consueta ricezione passiva degli studenti, che vengono affascinati dalle modalità da lui presentate e le mettono in pratica anche oltre l’orario scolastico. Il confine tra esemplificazione propedeutica e realtà non è percepito dagli studenti, capaci di assumere atteggiamenti propri di quell’esperienza nazista che poco prima avevano definito archiviata. L’assunzione di simboli comuni consolida la convinzione degli studenti di riconoscersi in qualcosa di superiore alla loro singola individualità: come da decisione democratica - paradossale pensando al fine della votazione - ciò che distingue i membri della neonata fazione è l’utilizzo di una camicia bianca mentre il logo riprende il nome del gruppo, l’Onda (Die Welle). Ogni singolo alunno perde il suo carattere di specificità al cospetto dell’entità superiore ed imprescindibile costituita dal gruppo, nato per volontà dell’insieme di ognuno di essi ma che una volta concretizzatosi ha inglobato le componenti individuali. L’intento di Wenger di dimostrare come sia possibile un nuova era autocratica supera il carattere didattico, sfociando in comportamenti vandalici e repressivi da parte dei membri dell’Onda. La trasformazione però non riguarda solo gli alunni ma anche l’artefice stesso del radicale cambiamento di mentalità dei ragazzi. Wenger diventa una sorta di nuovo Fuhrer che, suggestionato dall’entusiasta reazione degli studenti, si lascia trasportare dall’egoismo e dalla voglia di rivalsa professionale dopo le delusioni e i preconcetti subiti in passato. La frustrazione accumulata impedisce al personaggio di rendersi conto della gravità della situazione e l’autorità acquisita muta i suoi atteggiamenti nei confronti della moglie e dei colleghi. Quando il docente comprende il disastro ideologico creatosi all’interno della scuola non è capace di arrestarne le violente e spregiudicate conseguenze che egli stesso ha favorito. Il protagonista è delineato con lucidità dal regista, che ha saputo rappresentare brillantemente le numerose sfaccettature caratteriali di Wenger nonostante l’evidente complessità psicologica. Sebbene gli alunni si dimostrino incapaci di pensare autonomamente e quindi facilmente plagiabili, ogni ragazzo è caratterizzato con efficacia grazie anche alle esternazioni compiute fra i banchi di scuola; questa esaustiva precisione nei confronti dei vari personaggi permette alla spettatore di introdursi con naturalezza nella patologica atmosfera del film. Le impetuose scene riguardanti la follia studentesca sono il pregevole involucro di un’opera con contenuti scioccanti che trova negli ultimi minuti un epilogo agghiacciante. Die Welle propone una pungente riflessione sulla società contemporanea e sulle contraddizioni in essa evidenti, sottolineando come il carattere manipolabile e standardizzato di una realtà capitalista possa essere il punto di partenza per il sorgere di nuove politiche dittatoriali. Titolo originale: Die Welle Nazione: Germania Anno: 2008 Genere: Drammatico Durata: 101’ Regia: Dennis Gansel Sito ufficiale: www.welle.info Cast: Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Christiane Paul, Elyas M’Barek, Cristina do Rego, Jacob Matschenz, Maximilian Vollmar, Max Mauff Produzione: Rat Pack Filmproduktion GmbH Distribuzione: BIM Data di uscita: 27 Febbraio 2009 (cinema)
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