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LA BELLA ADDORMENTATA DI MATS EK IN ANTEPRIMA NAZIONALE AL TEATRO COMUNALE DI VICENZALa grande danza interpretata magistralmente da Les Grands Ballets Canadiens de Montréaldi Silvia Aufiero Venerdì 9 aprile alle 21.00 il Teatro Comunale di Vicenza ha ospitato una serata di grande danza con la compagnia canadese Les Grands Ballets Canadiens de Montrèal che ha portato in scena la versione di Mats Ek del balletto classico "La Bella Addormentata".
Ancora una volta il genio del coreografo svedese Mats Ek colpisce e cattura inevitabilmente gli occhi, il cuore e la mente del pubblico in sala. All’interno della stagione di danza 2010 del Comunale di Vicenza, la compagnia canadese Les Grands Ballets Canadiens de Montrèal ha presentato la storica versione di Ek de La Bella Addormentata, creata per la prima volta nel 1996 per il Cullberg Ballet, compagnia di cui lo stesso coreografo è stato per anni direttore. La Bella Addormentata in scena a Vicenza affronta e riscostruicse la vicenda fantastica del racconto di Perrault facendo emergere inaspettati risvolti psicologici dei protagonisti. La principessa Aurora, da fragile fanciula, si trasforma in una giovane donna moderna, ribelle e inquieta, in lotta tra le pene d’amore e la ricerca di paradisi artificiali: quasi un atto di denduncia contro i mali della società (come la tossicodipendenza della protagonista), ma affrontati con grottesca ironia nel balletto, che contiene spunti tratti dal musical anni ’50, arricchiti da giochi mimici ed esaltati dalle grandi doti tecniche e virtuosistiche dei danzatori. E’ proprio attorno al mistero del sonno della principessa che ruota la riscrittura di questo grande balletto classico. Nella vesrione di Ek, a pungere Aurora (interpretata da Callye Robinson), non è un fuso ma l’ago di una siringa e nel sonno non precipita per incantesimo ma per lo stato di incoscienza e prostrazione che la dipendenza dalla droga provoca in chi ne fa uso. Non i rovi della foresta hanno ricoperto il suo sonno, ma una simbolica neve scura, segno del tempo che passa. Aurora è figlia di una felicissima coppia borghese e, gelosa dell’amore che unisce i genitori, da cui si sente esclusa, la ragazza si sottrae agli idilliaci pic nic domenicali per cercare di appagare il suo bisogno di affetto fuori dalla famiglia. La scelta dell’uomo, che nelloriginale avviene durante il celebre "Adagio della rosa", in cui Aurora danza con quattro principi identici l’uno all’altro, nel remake di Ek si consuma lontano dalle rassicuranti mura domestiche. Il coreografo utilizza la stessa musica dell’originale durante i primi incontri della principessa con l’universo maschile, e nell’incontro con il primo "pretendente" c’è una citazione diretta a quella promenade in attitude che caratterizza questa sequenza del balletto classico. Un altro motivo di interesse de La Bella Addormentata ekiana è il trattamento del corpo di ballo, che viene utilizzato per moltiplicare i personaggi principali in alcuni momenti chiave dello spettacolo. In ciascun personaggio, Ek tratteggia luci e ombre perchè (come lui stesso afferma) nessuno è completamente positivo o negativo, a cominciare da Carabosse (Hervé Courtain), che qui è un uomo di colore (nella versione creata per il Cullberg), o anche per quanto riguarda il principe Désiré (Robert Deskins), che all’inizio si manifesta come un un violento e razzista che uccide Carabosse a colpi di pistola, salvo poi accettarne il figlio nato da Aurora (simboleggiato da un uovo nero). Strepitosa la bravura tecnica ele doti interpretative delle quattro fate, trasformate er l’"occasione" in infermire dell’ospedale dove nasce Aurora. Una grande interpretazione dunque quella della compagnia canadese, diretta Gradimir Pankov dal 2000 che è riuscito a trasformare questo ensemble in una delle formazioni più famose a livello internazionale, che riflette e propone le tendenze contemporanee della danza, affrontando coreografi come Edouard Lock, Jiri Kylian, Ohad Naharin, oltre al rrepertorio del balletto classico. La Bella Addormentata - Les Grands Ballets Canadiens de Montréal Prima rappresentazione: Cullberg Ballet, Stoccolma 1996 Musica: Pëtr Il’ič Čajkovskij - Coreografia e idea originale: Mats Ek - Scene e costumi: Peder Freiij - Luci: Erik Berglung Durata: 1h 45
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