“LA BUONA MADRE” DI Carlo Goldoni

Un mondo femminile in cui l’uomo diventa “vittima”

Il 30 luglio 2006 ha chiuso i battenti il 38° Festival del Teatro, terminando la rassegna di Gozzi e Goldoni con una commedia di quest’ultimo, LA BUONA MADRE, rappresentata in prima assoluta dalla Compagnia di Teatro I FRATELLINI sotto la regia di Stefano Pagin, che ne ha curato anche l’adattamento e la riduzione.

La Buona madre, messa in scena per la prima volta l’ultima sera del Carnevale del 1761, appartiene alla tipologia delle pièces ideate per la chiusura del Carnevale, quindi lo spostamento della rappresentazione nella giornata finale della kermesse non è una nota stonata, anzi può essere visto come un richiamo alle funzioni originariamente attribuite all’opera.

Si tratta di un testo di Goldoni poco conosciuto poiché scarsamente ripreso dal teatro odierno, forse per la complessità dei temi che lo caratterizzano, tanto che la “leggerezza” e l’allegria tipiche della Commedia vengono stravolte fino ad arrivare a tensioni e punte drammatiche degne del genere tragico.

Unico uomo presente sulla scena (gli altri vegono solo nominati), il giovane Nicoletto –succube della madre- si dibatte nella rete di intrighi che le donne gli tessono attorno, come ragni con una mosca: cerca l’amore ma sua madre ha già deciso a chi sposarlo, tenta di catturare la benevolenza della giovane Daniela, ma nei progetti della madre di lei c’è un matrimonio ricco.
Tutta la commedia è giocata all’interno di un mondo completamente femminile fatto di attività domestiche (stirare, lavare per terra), vezzosità muliebri (scegliere le stoffe) e chiacchierate complici in cui si sparla di tutti e si tessono trame. In questa dimensione l’uomo appare come un intruso che non riesce ad imporsi e finisce per cedere e subire ciò che gli viene imposto.

La scelta del regista Pagin di sottolineare l’atmosfera di “complotto femminile” adombrata nell’opera è sicuramente azzeccata e dà risalto a scene memorabili come quella dello scontro tra le due madri che si contendono il giovane Nicoletto in un crescendo di emozioni e suspence.
Interessante è anche l’altra particolarità presentata dal regista: la riduzione dei 6 personaggi originali a 3 con conseguente raddoppiamento di ruolo per le attrici.
Il “cambio di abiti e di modi” avviene direttamente sul palco svelando allo spettatore i meccanismi della finzione teatrale e connotando la vicenda di sfumature visionarie, allucinate.

Pur nella difficile altalena di toni e di alternanze tra personaggi, gli attori della compagnia I Fratellini riescono a muoversi con grande abilità, passando con ammirabile disinvoltura dall’accento faceto a quello drammatico –e da una parte all’altra- senza perdere l’intensa carica recitativa dei personaggi, tra i quali spicca sicuramente quello della madre, vera protagonista della scena.

29, 30 luglio ore 21.30
Campo S.Maria Formosa
Gruppodacapo / Compagnia di Teatro I Fratellini (Italia)
La buona madre (prima assoluta)
di Carlo Goldoni – regia, riduzione e adattamento drammaturgico Stefano Pagin – con Michela Martini (Barbara), Stefania Felicioli (Agnese – Daniela), Nicoletta Maragno (Margarita – Lodovica), Alessio Bobbo (Nicoletto) – scene e costumi Paolo Bertinato – luci Federica Preto – produzione Gruppodacapo, Compagnia di Teatro I Fratellini, La Biennale di Venezia
una creazione per La Biennale di Venezia
www.labiennale.org