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"LA CASA DEL SONNO" DI JONATHAN COEIl caotico dormiveglia della vitadi Elena Casadoro Complicati giri di vite, destini incrociati e riscoperta di sé, questi i temi dell’originalissimo libro di Coe, da qualcuno definito il libro più “cinematografico” degli ultimi anni, perché è vivissima la passione per il mezzo filmico che l’autore ci trasmette attraverso i suoi personaggi.
Ma l’intricata trama inventata dallo scrittore inglese riserba ben altro, ricca sia di collegamenti sottili che di plateali colpi di scena. I capitoli pari, che si riferiscono alle avventure di alcuni giovani studenti universitari, si intrecciano infatti con i capitoli dispari, che raccontano invece le vicende delle stesse persone dodici anni più tardi, quando sembrano aver perso totalmente i contatti l’una con l’altra. I destini dei personaggi, quasi condotti da una strana volontà superiore, si sfiorano, si incrociano e si toccano in modi improbabili sullo sfondo del paesino di Ashdown, dove un tempo sorgeva l’università e dove ora si svolgono strani esperimenti sulla cura dei disturbi del sonno nella clinica del dott. Dudden. Il tema del sonno, oltre a quelli del destino e del vero amore, è al centro del libro: Sarah, la protagonista, è affetta da narcolessia, malattia incurabile che - semplificando - porta a fare sogni iperrealistici e ad addormentarsi in situazioni particolarmente divertenti. La malattia è qui spiegata nel dettaglio, come pure sono analizzate le varie fasi del sonno e gli altri disturbi ad esse collegati: c’è infatti chi dorme quattordici ore al giorno e chi non riesce mai ad arrivare alla fase r.e.m. e d’altra parte c’è chi desidererebbe poter dormire di più e chi vorrebbe non dover dormire mai. Seguendo il filo della vita di Sarah e delle sue relazioni con gli altri personaggi della storia, il lettore percorre un viaggio all’interno dello strano e complicato mondo delle relazioni dell’uomo contemporaneo, perennemente alla ricerca della propria identità e del senso della propria esistenza, rivelandone l’incredibile fragilità e debolezza, ma al contempo anche la forza che lo spinge a gesti estremi per raggiungere i propri obiettivi. Ne “La casa del sonno” Jonathan Coe riesce ad alternare, con uno stile mai noioso e sempre originale, trattazioni scientifiche, ricerche fantascientifiche, studi cinematografici veri e di fantasia, situazioni comiche di altissimo livello e momenti lirici di forte intensità, senza scadere mai nel banale e nel già detto, e rivelandosi uno dei più vivaci scrittori europei contemporanei. Il libro si presta a molteplici letture e riflessioni, non da ultima, per gli appassionati di cinema, la succulenta “chicca” del film perduto del regista neorealista Salvatore Ortese… Jonathan Coe, "La casa del sonno", Universale Economica Feltrinelli, 1998
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