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"LA CAVALCATA DEI MORTI" DI FRED VARGASFred Vargas riesce sempre a superare sè stessadi Ilaria Falcone Un’anziana viene ritrovata morta, nel suo letto, dal marito. Le briciole conducono a due topi che si amano.
Ad un potente magnate della finanza internazionale viene dato fuoco nella sua macchina, dopo una festa. Gli indizi portano ben presto a un colpevole, Momò Micciacorta.
Una bambina fugge dalla casa del prozio, la ritrovano terrorizzata, arrampicata su di un albero. A Ordebec, un villaggio della Normandia, la schiera dei morti, la schiera furiosa, mezzo morta, mezzo putrefatta, la Masnada di Hellequin, ritorna a ghermire personaggi sfuggiti alla giustizia terrena. Le vittime designate sono tre. Ma tutto non è mai come sembra. È inizio estate a Parigi, la gente cammina all’ombra boccheggiando. Ma Jean-Baptiste Adamsberg, il commissario dell’Anticrimine di Parigi, al XIII arrondissement, cammina sotto il sole, con la sua flemma imperturbabile, con i suoi pensieri voluminosi, un uomo piombato giù dalle nuvole, dall’intuito sconfinato e sconcertante, fondato sull’elemento che “le sensazioni sono fatti, elementi materiali”. <<“Chissà se l’aveva una testa", si domandava sua madre>>. Fred Vargas fa vivere alla sua creatura, Adamsberg, un’avventura potente, istintiva, apparentemente intricata, tra antiche leggende e ostruzionismi moderni, che si snoda con quella chiarezza che lascia entusiasti e appagati i lettori. La cavalcata dei morti è un romanzo con un ritmo accorto, dal respiro sciolto, intarsiato con un linguaggio elegante. La Vargas sa trasmettere carattere a ogni scena, impartito con agile stile. Ma mai, come per questo romanzo, l’autrice è riuscita magistralmente a tenere testa a tre casi distinti. Trapela un certo suo divertimento nello sparpagliare indizi, senza mai mandare in confusione il lettore. Qui sta l’abilità di Fred Vargas (pseudonimo di Frédérique Audouin-Rouzeau, medievalista e archeologa, e scrittrice): la linearità empirica. Sa mantenere viva l’attenzione, crea ipotesi nella mente di chi legge, per poi smentirle e crearne altre, mentre la trama del suo romanzo è unica fin dal principio. Con La cavalcata dei morti, Fred Vargas ha forgiato il suo romanzo intorno a personaggi, vecchi e nuovi, disperatamente umani, e folli, ironici e tragici. Con il commissario Adamsberg torna tutta la sua squadra, dal concreto e coltissimo comandante Danglard all’impavido ispettore Violette Retancourt. Una sezione del commissariato che è come un borgo, con tanto di gatto che dorme sulla fotocopiatrice, ognuno schiavo delle proprie manie, ognuno geniale a modo suo. La cavalcata dei morti è semplicemente il piacere di leggere un thriller, assaporando misteri, psicologie e storie di vita. Fred Vargas, La cavalcata dei morti, 2011, Einaudi, p 428, € 19.00.
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