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"LA COSA GIUSTA" DI MARCO CAMPOGIANIUn’ottima interpretazione per una sceneggiatura che non convince totalmentedi Ilaria Falcone Eugenio Fusco e Duccio Monti sono due poliziotti diversi, per carattere, metodi, linguaggio, storie personali. Estranei. Incompatibili. Eugenio (Paolo Briguglia) è un agente giovane, preparato, curioso, con delle ambizioni personali e ancora idealista. Duccio (Ennio Fantastichini) è un uomo pratico, d’esperienza, che il tempo e il mestiere hanno reso realista e forse cinico.
I due sono incaricati di pedinare uno straniero, Khalid Amrazel, liberato dopo mesi di detenzione in carcere per il sospetto di appoggiare una cellula di terroristi. Scarcerato per decisione di un GUP, ma in attesa di una sentenza definitiva, di una verità chiara sul suo caso. E’ un pericolo reale? O si tratta di un altro grave errore giudiziario - come teme Eugenio - nel clima di paure e sospetti post 11 settembre? O forse, come ritiene Duccio, l’errore è stato proprio quello di liberarlo? Con queste domande ha inizio l’inseguimento dei poliziotti, ognuno con le sue risposte e i propri segreti dubbi. Nelle ore passate in macchina, nella ressa di un mercato, al tavolo di un caffè, e senza mai perdere di vista il loro obiettivo, i due si scambiano ipotesi, punti di vista, non senza qualche confidenza e molto sarcasmo. Ma proprio mentre il loro incontro forzato scatena l’ennesima discussione, Khalid – lo straniero, l’oggetto silenzioso delle indagini – prende la parola, riserva loro una sorpresa. Costringendoli a conoscersi meglio, e a conoscere meglio lui, quell’uomo difficilmente decifrabile, ambiguo, dal sorriso apparentemente buono, ma forse solo ironico e beffardo. Eugenio e Duccio si ritrovano a porsi di nuovo – ma da una prospettiva inaspettatamente rovesciata – le domande dell’inizio: se Khalid sia il nemico, o possa essere un amico. Se vada seguito, o protetto. Se debba essere aiutato, o fermato. E un sospetto in più li coglie: che tra uomini diversi e distanti possa nascondersi l’ombra temibile della complicità, il reato di un’amicizia. Girato tra Torino e Tunisi, La cosa giusta è stato presentato nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival e segna l’esordio alla regia di Marco Campogiani. La cosa giusta è la domanda. La risposta è il dubbio. Il regista, per raccontare questa storia, si è messo dietro la macchina da presa con il punto di vista di uno sceneggiatore, spendendosi arduamente nel delineare un corollario psicologico dei personaggi, soprattutto dei principali. Grazie all’interpretazione passionale di Ennio Fantastichini e Paolo Briguglia, da quest’opera prima escono due Personaggi con una dimensione precisa, identificatrice, viva. La storia ha un suo lato interessante, è curiosa la demarcazione, sottolineata dalla regia, tra l’esistenza umana a Torino e quella a Tunisi, nell’identikit della percezione della paura e del diverso. E’ sottolineata e ben decifrabile, racconta il regista, "una lacerazione, una rinnovata “opacità” del mondo, una difficoltà a conoscere e confrontarsi, una diffidenza crescente verso l’estraneo. E credo che abbia un senso rappresentarla, senza ricomporre lo strappo nel racconto, per quanto ciò possa apparire, alla fine, gradevole e rassicurante. Queste erano le intenzioni. So che tutti quelli che hanno fatto il film - dall’attrezzista che arrivava per primo sul set all’alba ai protagonisti che riempiono lo schermo - hanno lavorato con passione e convinzione. E spero che queste cose passino, un po’, attraverso i fotogrammi". Tuttavia, vi è impressa una visionarietà teatrale, fuori luogo. Lo scontro tra cinismo e idealismo, tra Duccio e Eugenio, è giocato male con i tempi, poco cinematografici. Certo la bravura dei due riesce a ridare il ritmo alla narrazione. Ma la grammatica di questo non è scorrevole, fatica a trovare una sua delinezione, soprattutto dove vorrebbe risultare tragicomico, evadendo dal dramma, fa fatica a far fuorisucire la sua espressività complessiva. Titolo originale: La Cosa Giusta Regia: Marco Campogiani Anno: 2009 Cast: Ennio Fantastichini, Paolo Briguglia, Camilla Filippi Durata: 90’ Paese: Italia Produzione: Toma Cinematografica, Rai Cinema; in collaborazione con Planet Image Data di uscita: 27 novembre
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