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"LA GRAN VIA…ESQUINA A CHUECA"Come tutti qui a Madrid, non sono di Madriddi Elisa De Marchi La Gran Via, zarzuela musicata da Federico Chueca y Robres e Joaquín Valverde Durán, fu rappresentata per la prima volta al Teatro Felipe di Madrid nel 1886. Il Teatro della Zarzuela ha ideato, per questa stagione 2008-2009, una rilettura di questo titolo, una reinterpretazione decisamente coraggiosa, che ha completamente trasformato e attualizzato l’opera originale.
Dalla prima del 1886, La Gran Via è stata rappresentata moltissime volte, in differenti luoghi e periodi storici, ed è stata oggetto di costanti rivisitazioni. La produzione del Teatro della Zarzuela, elaborata da Paco Mir, apporta numerose modifiche e comprende un omaggio al maestro Chueca, in occasione del centenario della sua scomparsa (1846-1908). Nella versione originale, le Strade di Madrid protestano presso il Comune affinchè non si porti a termine la costruzione della Gran Via, arteria principale della città, che le avrebbe spodestate per grandezza e importanza. In questa nuova rilettura, la Strade si radunano all’Ufficio Urbanismo per manifestare la loro solidarietà alla Gran Via, che –secondo le voci- sarebbe vittima di mostruosi progetti di speculazione urbanistica. Le Vie sono accolte da Donna Virtudes, segretaria dell’Assessore per la pianificazione urbana e personaggio centrale all’interno della vicenda. L’assessore, invece, approfitta della confusione per darsi alla fuga e farsi una passeggiata proprio sulla Gran Via, accompagnato dal Cavaliere di Grazia (personaggio tratto dall’opera omonima di Tirso de Molina, uno dei principali autori del teatro tradizionale spagnolo). I suoi passi ci portano a incontrare alcuni degli scorci più rappresentativi di Madrid (le scenogrfie cambiano a scena aperta) e, soprattutto, la gente che la abita. Persone completamente diverse tra loro per stile di vita, cultura e religione, che propongono possibili usi –molto differenti tra loro, ma tutti ugualmente folli e impraticabili-per la Via che si vuole riformare. La zarzuela è una forma teatrale estremamente localista: anche ne La Gran Via…esquina a Chueca tutte le tradizioni e i costumi spagnoli vengono enfatizzati; il linguaggio utilizzato è tipicamente madrileno (gran parte dei verbi e dei sostantivi viene troncato) e così pure le problematiche legate all’urbanismo della città. I personaggi sono fortemente caratterizzati, soprattutto le Strade (ricordiamo in particolare la performance di Milagros Martín, nei panni di Calle Libertad). Sulle strade di una Madrid senza tempo (scene e costumi sono spesso contrastanti, e la vicenda potrebbe essersi svolta ieri o un secolo fa) si sussegue una girandola di personaggi perfettamente riconoscibili: i turisti giapponesi con la loro inseparabile macchina fotografica, i mendicanti insistenti, le anziane signore col carrellino per la spesa, le turiste cariche di sacchetti di Zara e Mango. Ogni attore ricopre diversi ruoli, e il palco è sempre occupato da una folla caotica e coloratissima. Spicca, tra tutti, il personaggio di Donna Virtudes, interpretato da Loles León; l’attrice, che vanta un lungo percorso artistico nel campo teatrale, raggiunse il successo soprattutto per mezzo del cinema, e in particolare grazie a Donne sull’orlo di una crisi di nervi e Legami di Pedro Almodóvar (candidata, con quest’ultimo titolo, al Goya nel 1989). Gli attori interagiscono con il pubblico, recitando anche in platea e rivolgendosi direttamente agli spettatori. Un po’ folle e un po’ ingenua, ricca di passaggi che non necessariamente hanno un senso, questa forma teatrale è profondamente radicata nella cultura spagnola, in particolare per quanto riguarda il chotis, un ballo madrileno di origine scozzese, che ha davvero emozionato e coinvolto i presenti (le varie maschere e i tecnici sparsi per il Teatro ballavano). Questa zarzuela, quindi, porta in scena molteplici elementi della vita e della cultura spagnola; ma ciò che colpisce con maggior evidenza è l’aspetto multiculturale di Madrid, autentico punto d’incontro per genti di ogni origine (le odalische danzano coi vigili urbani, l’assessore tampina le turiste). Una città enorme e architettonicamente poco affascinante (la stessa Gran Via non è che un centro commerciale a cielo aperto) ma che trova la sua forza proprio in questa multiculturalità, nella contaminazione e integrazione di persone di ogni genere e nazionalità. Madrid è teatro di incontri improbabili, destinazione di moltissimi espatriati, tra cui un gran numero di italiani. Lo stesso assessore arriverà a dire “come tutti qui a Madrid, non sono di Madrid”. E, evidentemente, nemmeno gran parte di noi del pubblico. La Gran Via…esquina a Chueca Musica di Federico Chueca e Joaquín Valverde Testo originale di Felipe Pérez y González Nuova produzione del Teatro de La Zarzuela, a carico di Paco Mir Donna Virtudes: Loles León - General Mitre, Neptuno, Rata Primero, Sietemesino: Enrique Ruiz del Portal – Libertad: Milagros Martín – Clavel, Gomosa, Regidora de Teatro: Karmele Aranburu – Assessore: Carlos Heredia – San Bernardo, Rata Tercero, Rabindranath: Pepín Tre – Sevilla, Cibeles, Capitana, Eliseo: Sabina Puértolas – Cavaliere di Grazia: Marco Moncloa – Rata Quarto, Regidor de televisión, Presentatore, Sartén: Toni González – Montera, guida, Tropezada, Adriana, Spettatrice: Noelia Pérez – Funzionario, Rata Segundo, Poliziotto: Antonio Torres Direzione musicale: Miguel Roa – Scenografia: Jon Berrondo – Coreografia: Teresa Nieto – Fotografia: Juan Martín – Costumi: Jesus Ruiz – Light Designer: Nicolás Fischtel Orquestra de la Comunidad de Madrid, diretta da José Ramón Encinar Coro del Teatro de la Zarzuela, diretto da Antonio Fauró
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