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"LA PRIMA STELLA DELLA NOTTE" DI MARC LEVYArriva in libreria il seguito de “Il primo giorno”di Ilaria Falcone Nel libro “Il primo giorno”, Keira, un’archeologa, e Adrian, un astronomo, si sono conosciuti, e innamorati, cercando una risposta alla domanda “Com’era il cielo stellato 400 milioni di anni fa?”
Sulle tracce dei pezzi perduti di un monile antichissimo, su cui è rimasta magicamente impressa l’immagine di quel cielo, i due hanno vissuto avventure incredibili in giro per il globo e sempre più rischiose. Una losca organizzazione, intanto, era ed è decisa a impedire, a tutti i costi, che i due scoprano la sconvolgente verità sull’origine dell’universo. Ne La prima stella della notte, Keira e Adrian, nuovamente insieme, si rimettono in viaggio, per tutto il mondo, sulle tracce di un antico manufatto in grado di riflettere il cielo stellato come appariva milioni di anni fa. Un oggetto prezioso e pericolosissimo, la cui scoperta porterebbe alla luce verità sconvolgenti che molti non vorrebbero mai vedere svelate. Così, quando un misterioso informatore gli fa recapitare una fotografia di Keira nel monastero-prigione di Garther, Adrian non esita a partire alla volta delle sconfinate pianure alle pendici dell’Himalaya, deciso a portarla via con sé. Ma ritrovare Keira è solo l’inizio di un’avventura che, dagli altipiani etiopi ai laghi ghiacciati degli Urali, potrebbe condurli a realizzare il loro sogno: sciogliere il millenario enigma che circonda l’origine dell’umanità. Marc Levy, con il suo libro precedente, si era avventurato in un genere, per lui, del tutto nuovo, lontano da quella sua caratteristica sfrenata fantasia, con un immaginario contraddistinto da una romantica magia. Il primo giorno è stato un buon esperimento, acerbo, ma coinvolgente, scritto con una rara semplicità stilistica, capace di accendere meraviglia e interesse, parlando dei segreti impenetrabili dell’universo. La prima stella della notte non riesce a recuperare le forze emotive del suo prequel. Marc Levy, stimato autore francese, tradotto in quarantuno lingue, non riesce a decollare con questo seguito, troppo estemporaneo e ripetitivo del primo. I due protagonisti non hanno quel magnetismo fluttuante, che li aveva resi interessanti nella prima avventura. Forse il voler strafare, con tutte le buone intenzioni, è stato nocivo per La prima stella della notte. Keira e Adrian, in questo nuovo romanzo, si ritrovano a essere ombre delle loro azioni già narrate, fiacchi personaggi legati a una storia che non fa sognare, ma isola per le sue complesse inverosimiglianze. La prima stella ha una fragranza curiosa, ma che non riesce ad appassionare, stancando facilmente. Le atmosfere ricalcano, praticamente, quelle del Primo giorno, ma lo stile è appesantito. Ci auguriamo che il prossimo lavoro di Marc Levy sia ridimensionato e che torni a regalarci quella sorprendente leggerezza e quelle dolci emozioni di Amici miei, miei amori. Marc Levy, La prima stella della notte, Rizzoli, 2010, pp. 407, € 19.50.
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