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"LA TOSA E LO STORIONE AL TEATRO VILLA DEI LEONI"Natalino Balasso incontra i giornalisti per la presentazione del suo nuovo lavoro teatraledi Eleonora Speranza Nalesso Giovedì 8 Novembre 2007, al Teatro di Villa dei Leoni, Natalino Balasso ha tenuto una conferenza di presentazione del monologo tragicomico, da lui scritto, diretto ed interpretato, che verrà presentato, in prima nazionale, sabato 10 novembre 2007, nello stesso teatro e che aprirà il cartellone della stagione “MIRA AL CUORE, presente indicativo 2007/2008”.
Balasso è sempre Balasso: un sorriso irresistibile, una parlata scioltissima e coinvolgente e un clima informale sono gli ingredienti fondamentali dell’ atmosfera dei suoi incontri. A Mira non si smentisce: davanti ai giornalisti curiosi, lui si presenta con lo spirito di un uomo che vuol fare filò e discutere serenamente, senza troppe moine,di vecchie storie. “La tosa e lo Storione”, spiega, nasce dopo aver letto il libro in cui Gian Antonio Cibotto raccoglie una serie d’interviste, fatte nel corso degli anni ’50, ad alcune persone residenti nella zona del Delta del Po. Si tratta quindi di persone che, pur avendo una nutrita esperienza nel campo dell’ agricoltura, speravano di far fortuna, dedicandosi tre mesi all’ anno alla pesca dello storione. Le nebbie, il freddo umido e l’acqua sono gli elementi che fanno da cornice a questa misteriosa storia d’amore “acquatico”, come la definisce lui, ambientata però nel periodo precedente degli anni ’30 e ’40, dove il pensiero di una guerra che incombe era inevitabilmente molto presente. L’attore di Porto Tolle sottolinea il suo intento di non voler creare un documentario bensì una storia universale, dove lo spettatore possa prendere coscienza di come la storia sia ciclica, senza per questo doversi identificare. Ma la storia non si ripete in maniera identica: oggi infatti, al posto dello storione, c’è il pesce siluro. “Non è che la storia si ripete, è che abbiamo stringhe di pensiero uguali. Basta pensare che noi ci meravigliamo tanto dell’ invasione dei cinesi, ma dove abitiamo noi, prima dei nostri antenati ci vivevano altre popolazioni, quindi è tutto relativo. Spero che uno di Palermo, in questo spettacolo, ci ritrovi la pesca del tonno, allora sì che la storia sarà universale”. La storia che si snoda attraverso le lunghe attese dei pescatori durante questi speranzosi tre mesi, ha caratteri fantastici e folkloristici, dove si scorgono anche alcune reminiscenze pagane, il tutto raccontato col linguaggio della comicità popolare.
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