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"LADY CHATTERLEY" DI PASCALE FERRANLe molteplici vite di Lady Chatterleydi Carla Mancini Nel castello dei Chatterley, Constance conduce un’esistenza monotona, dedita al marito ferito di guerra. A primavera, nel cuore della foresta di Wragby, conosce Parkin, il guardacaccia della sua proprietà. Il film racconta la loro storia: il loro incontro, il lento risveglio della sensualità per lei, il ritorno alla vita per lui.
Dopo tredici anni d’assenza dagli schermi, Pascale Ferran incanta il panorama del cinema mondiale con un film premiato dal pubblico e dalla critica. Difficile che un film vinca allo stesso tempo il premio Louis Delluc (premio della critica francese) e i César (simbolo del successo commerciale). Il film della Ferran ha congiunto le opinioni e mostrato che il cinema di una volta, che riempiva le sale con film d’autore, ancora esiste. LE DUE VERSIONI Dopo Petites arrangements avec les morts, la Ferran aveva girato un film, (L’age des possibles), all’origine destinato alla televisione e, poi, uscito nelle sale. Simile il fenomeno di Lady Chatterley, film girato in doppia versione. Così come Lawrence scrisse il romanzo da cui il film è ispirato (L’amante di Lady Chatterley) in tre versioni, Pascale Ferran crea la sua opera con due finalità: essendo riuscita ad ottenere finanziamenti supplementari, dividendosi tra enti cinematografici e televisivi, la regista ha lavorato alla sua opera pensandola già in rapporto alle sue due diverse destinazioni (le sale cinematografiche, lo schermo televisivo). A pochi mesi di distanza, Lady Chatterley ha riempito le sale ed incrementato l’audience di ARTE (il canale culturale che l’aveva prodotto) con due versioni, l’una di due ore e 40 minuti, l’altra di quattro ore suddivise in due episodi. I due film si differenziano nel ritmo: in entrambi la Ferran ha raccontato l’aumentare del desiderio tra due esseri. La differenza sta nella lunghezza delle inquadrature (lasciate esistere per qualche momento in più nella versione televisiva) e nel loro concatenarsi. IL LIBRO Il film è ispirato al romanzo di Lawrence, Lady Chatterley et l’homme de bois. Trattasi della seconda versione del più celebre L’amante di Lady Chatterley, il romanzo che scandalizzò la critica dei primi del 900 letterario. Alcuni lo definirono un libro erotico, ma non si trattava di questo. “Io desidero che gli uomini e le donne possano pensare le cose del sesso pienamente, completamente, onestamente e propriamente” dichiarava l’autore. Ne scrisse tre versioni, tutte lavorate con cura e frutto di una completa riscrittura, dall’inizio alla fine. Pascale Ferran ha deciso di realizare la seconda versione, quella più semplice e più frontale delle tre. La relazione tra i protagonisti ne è l’argomento centrale e, come nel film, la natura sembra permeare tutto ciò che li circonda. IL TEMA Così come Eastwood raccontava con minuziosità il gioco di seduzione tra un uomo e una donna appartenenti a mondi differenti (nel film I ponti di Madison County), la Ferran racconta la storia di Constance e Parkin, la moglie di Clifford Chatterley e del suo guardacaccia. Ma il film non è solo il racconto del desiderio dirompente tra due esseri e della relazione clandestina che li lega. In un’epoca in cui della sessualità nulla sembra sconosciuto, il film parla della vera intimità che può nascere tra un uomo e una donna e della scoperta reciproca e progressiva del proprio corpo, di quello altrui e della natura che li circonda. LA NATURA Per Emmanuel Burdeau (critico dei Cahiers du cinéma), l’onnipresenza della natura non è qui l’elemento di lirismo alla maniera grandiosa del Nuovo Mondo di Terrence Malick, ma è una presenza sobria. La natura è qui elogiata e protagonista allo stesso livello dell’amore scaturito dall’unione dei due esseri. Il suo canto li accompagna attraverso numerose inquadrature poste nei momenti di passaggio tra le varie sequenze, nei tragitti che congiungono Constance a Parkins ma, soprattutto, nei loro momenti d’amore. Le stagioni e le loro cadenze sembrano accompagnare il risveglio sensuale di Constance, partendo da un melanconico autunno, un inverno depresso, una primavera in cui il risveglio dei sensi va in direzione della pienezza amorosa estiva. Così come evolvono le stagioni, evolve un senso di liberazione che trasforma il personaggio di Constance da donna triste e inibita a un essere cosciente di sé, della propria bellezza, della propria sessualità. Il film segue questo percorso, liberando anch’esso il proprio stile, più distante e freddo nelle prime sequenze e caloroso e partecipativo nelle ultime. Titolo originale: Lady Chatterley Regia: Pascale Ferran Cast: Marina Hands, Jean-Louis Coulloc’h, Hippolyte Girardot Durata: 2h38 Paese: Francia Distribuzione: Ad Vitam
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