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"LE CAHIER" DI HANA MAKHMALBAFIl gioco della guerra visto dai Makhmalbafdi Carla Mancini Hana, figlia di Moshen Makhmalbaf e sorella di Samira, realizza con "Le cahier" il suo primo lungometraggio. Primo film in competizione alle Rencontres Internationales de cinéma de Paris.
Nella famiglia Makhmalbaf, in Iran, si respira aria di cinema. Moshen, il padre, è uno dei registi più premiati nel suo paese e all’estero. Il suo è un cinema che, tra finzione e documentario, è ammirato quanto quello del suo connazionale Abbas Kiarostami. Degna erede, la prima figlia Samira aveva già pensato bene di abbandonare gli studi a 17 anni per seguire le orme del padre. E dai maestri spesso si impara ad andare oltre. Così, la piccola Samira, è diventata la più giovane regista al mondo a partecipare ad un festival di statura internazionale, come quello di Cannes del 1998. partecipava con La mela, un film in cui raccontava la storia di due gemelle di 11 anni, mai uscite dal loro povero quartiere di Tehran. Ed ora, agli sgoccioli del 2007, arriva Hana, sempre Makhmalbaf. Anche lei inaugura la sua prima regia a 17 anni. In una famiglia in cui il talento si trasmette ereditariamente e sale in superficie in età precoce, la giovane Hana dimostra di essere all’altezza del suo entourage. Ne Le cahier, Hana racconta la storia della piccola Baktay, una bambina di 6 anni che, come molti suoi concittadini, vive in una grotta con sua madre e il suo fratellino poco più che neonato. Non è tanto la sua umile dimora a farla soffrire, quanto la voce assillante di un suo coetaneo che ha la fortuna di poter andare a scuola ed è costretto a leggere ad alta voce tutte le lettere dell’alfabeto. Sapere leggere come il suo amico, questo è il sogno mosso dall’invidia o dalla volontà in germe di emanciparsi della piccola Baktay. Per realizzarlo, il percorso sembra semplice: per andare a scuola, è necessario un quaderno. E così, in pieno stile iraniano, il film racconta il lungo percorso precedente l’acquisto del quaderno e, una volta ottenutolo, l’altrettanto lungo viaggio per raggiungere la scuola. Nel magnifico paesaggio afgano, Baktay, vestita di tutti colori come le donne del suo villaggio, percorre in lungo e in largo le strade che la conducono dal piccolo rivenditore di articoli di cartoleria alla scuola. Ma il suo percorso è tracciato da alcuni incontri atti, per lo più, ad intralciare il suo cammino. Nel centro del villaggio, dove si reca per vendere 3 uova e ricavare il denaro necessario a comprare il quaderno, Baktay ha a che fare con gli artigiani e le varie maestranze all’opera nella zona dell’Afghanistan raccontata dal film. Proprio da queste sequenze è mostrato l’intento documentaristico di un film che mostra una regione dove il cinema non era probabilmente mai arrivato. Gli abitanti del villaggio, mostrati nel film, erano ignari di cosa fosse una macchina da presa prima dell’arrivo della troupe di Hana. Benché l’idea iniziale del progetto fosse stata ambientata in Iran, paese di cui è originaria la famiglia Makhmalbaf, e che per mancanza di finanziamenti e autorizzazione si sia optato per uno spostamento, l’Afghanistan offre un paesaggio congeniale alle peregrinazioni della piccola Baktay. La stessa attrice (che, per la cronaca, ha soli cinque anni) è nata e vive tuttora nel villaggio mostrato nel film. I bambini del film sono stati tutti scelti dalla regista sul luogo stesso delle riprese. L’intento documentaristico è però, soprattutto, accompagnato dalla volontà di denuncia della guerra in Afghanistan e degli inevitabili riscontri sui bambini e la loro formazione. Una lunga e straziante sequenza del film è dedicata, infatti, all’incontro di Baktay con un gruppo di bambini che gioca a fare la guerra. Da uno stile iniziale che avrebbe potuto avvicinare il film alle tematiche e le scelte stilistiche del suo connazionale Dov’è la casa del mio amico? il film di Makhmalbaf prende, invece, i toni di altri film come La guerra dei bottoni o Giochi Proibiti. Presa in ostaggio dai suoi coetanei, Baktay sembra essere vittima non solo di un gioco infantile, quanto di un vero attacco nemico, con i suoi rischi e le sue umiliazioni. Ma, come per la scuola, la piccola Baktay sembra decisa ad essere libera e ad emanciparsi. E quel gioco di bambini è, per lei, un altro ostacolo da superare nel percorso della sua liberazione. Regia : Hana Makhmalbaf Paese : Iran Durata: 1 ora e 21min. Supporto: 35mm Anno: 2007 Titolo originale: Buda az sharm foru rikht Distribuzione (Francia): Le Pacte
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