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"LE CONSEGUENZE DELL’AMORE" di Paolo SorrentinoOgni uomo ha il suo segreto inconfessabiledi Chiara Renda Ogni uomo ha il suo segreto inconfessabile…anche un uomo apparentemente “senza qualità” come Titta Di Girolamo (Toni Servillo), protagonista dell’opera seconda del regista napoletano Paolo Sorrentino.
La sua esistenza scorre sommessa tra la hall dell’albergo in Svizzera dove alloggia in solitudine da otto anni e la sua camera; un’ esistenza fatta di silenzi e sigarette, partite a carte e riflessioni appuntate su un taccuino.
E’ questo il punto di partenza de “Le conseguenze dell’amore”, un film sussurrato, misterioso, le cui scarse ma incisive battute pronunciate dal protagonista non fanno che sottolineare questo senso di sospensione e attesa. Sembra quasi che Titta voglia mantenere con gli spettatori questo senso di mistero sul suo personaggio fino alla fine del film, continuando a giocare con loro attraverso un velo di ironia. Ma quando nella routine quotidiana irrompe un cambiamento anche solo accennato, Titta si troverà costretto a mettere da parte l’ironia e ad annotare sul suo taccuino qualcosa di molto importante: “non bisogna mai sottovalutare le conseguenze dell’amore”. Si sviluppa in un tempo ed un’atmosfera sospesa questo “thriller dell’anima”, come l’ha definito lo stesso regista. E a questo clima contribuisce sicuramente l’ambientazione: un albergo, non luogo per eccellenza, luogo di passaggio che qui diventa l’unica certezza del protagonista. E’ l’albergo con la sua impersonalità (insieme alle stazioni e agli aeroporti) uno dei luoghi più amati dal regista, che ha avuto l’idea di questo scenario per il suo film dopo aver trascorso molto tempo in hotel per portare in giro per festival il suo film precedente, “L’uomo in più”. Girato in sole sei settimane in un albergo di Treviso, “Le conseguenze dell’amore” è un film ben costruito, che alterna momenti di ironia e comicità a tratti drammatici dai toni esistenzialisti. In uno scenario hopperiano, appoggiato al bancone del bar della hall, Servillo offre una delle sue migliori prove di attore tra una sigaretta e l’altra. Il suo è un personaggio dalla difficile interpretazione, un personaggio pacato, freddo, assai distante dall’Antonio Pisapia de “L’uomo in più”, ma al quale Servillo riesce a donare, grazie soprattutto al suo sguardo, grande spessore. Proprio come i “Nottambuli” di Hopper da anni Titta soffre di insonnia. Così le sue già interminabili giornate durano ancora più a lungo, lasciandogli il tempo per riflettere sulla sua condizione, le sue scelte, l’amore, e soprattutto sull’amicizia. E’ l’amicizia infatti, a dispetto del titolo del film, il sentimento più duraturo, il sentimento nel quale il regista (soprattutto nella sequenza finale) dimostra di avere più fiducia… Ad accompagnare gli asettici scenari del film gli archi incalzanti e struggenti orchestrati (appositamente per il film) da Pasquale Catalano, ai quali si alternano le note sommesse di Mogwai e Lali Puna e le rumorose atmosfere elettroniche di Francesco Forni e Terranova. Le conseguenze dell’amore Titolo originale: Le conseguenze dell’amore Nazione: Italia Anno: 2004 Genere: Drammatico Durata: 100’ Regia: Paolo Sorrentino Sito ufficiale: www.medusa.it/leconseguenzedellamore Cast: Toni Servillo, Olivia Magnani, Adriano Giannini, Raffaele Pisu, Angela Goodwin Produzione: Domenico Procacci, Nicola Giuliano, Francesca Cima, Angelo Curti Distribuzione: Medusa
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