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"LES TEMPS QUI CHANGENT" di André TechinéIl tempo passa ma...di Matteo Signa Nel corso di un viaggio dalla Francia a Tangeri, un uomo cerca di tornare insieme ad una sua ex amante, nonostante la loro storia sia finita ormai da trent’anni...
Il nuovo lavoro di Techiné è una delle ventuno pellicole in concorso alla cinquantacinquesima edizione del Festival di Berlino. Una riflessione sul tempo e sulle sue implicazioni. Sinteticamente potremmo definire così la sceneggiatura del film. Chi di noi, almeno una volta, non ha perso i contatti con una persona cara e importante con la sottile voglia e il ricorrente desiderio di rivederla. Chi non ha rimandato più e più volte un incontro certo del fatto che sarebbe stato un disastro, un fatto esclusivemente negativo, qualcosa a cui è meglio non pensare per riversare l’amarezza attraverso sogni consci o semplici congetture. Il regista consapevole di questo stato d’animo umano trasversale centra la sceneggiatura su una coppia, ormai matura, che per anni ha finto di essersi conosciuta. Ho meglio si è sforzata di cancellare i propri ricordi inziando un percorso nuovo ma in realtà parallelo a quello che viveva. Si sono graditi, quindi lasciati. Lui si ricostruisce una propria vita, non riesce a dimenticarla e si appende da trenta anni ad una speranza inutile di riconquista. Senza comprendere, o rifiutando di ammettere, che non è più completamente la stessa, che la gioventù e le passioni si sono diluite nel tempo. I suoi personaggi sono tra due sedie, tra due vite, non hanno contorni netti, né personalità tagliate. Non si gradiscono più ma si gradiscono ancora. Ma non c’è solo questo. C’è anche una ragazza che trova difficoltà a ricostruire ma, dovremmo dire, a far nascere un rapporto con la propria sorella gemella o un ragazzo che vive la propria bisessualità più come un rifugio dalle responsabilità personali piuttosto che seguire i binari precodificati di un comportamento riconosciuto dagli altri (a partire dai genitori stessi) come normale. Insomma, tutti si adattano poiché alla base se lo possono permettere... Téchiné è di questi cineasti i cui anni non alterano né il talento, né la fedeltà. Fedele ai suoi temi, che declina invariabilmente: le stagioni dell’amore e l’espatrio. Fedele ai suoi attori e ad una certa tradizione del cinema francese. Le pellicole, come lui, sono certamente invecchiate, ma hanno guadagnato in maturità e in lacerazione. “ I tempi che cambiano” parlano di queste pagine girate troppo rapidamente che rimandano continuamente ad un’epoca ormai lontana. Techiné unisce in questa pellicola due grandi attori del cinema francese: Catherine Deneuve e Gérard Depardieu. Lo fa in un modo così credibile da suscitare nello spettatore un’implicazione emotiva molto forte. Qualche piccola riserva per la Deneuve che cerca, sicuramente, di comporre un personaggio moderato ma la sua icona di star gelata le attacca un marchio reiterato. Concludendo, la pellicola vale soprattutto per il suo fondo e le sue qualità allegate: una visione del Marocco all’ora della mondializzazione, il disordine dell’omosessualità e delle sensazioni nascoste. Un ritratto umano di una società d’oggi. Titolo originale: Les temps qui changent Nazione: Francia Anno: 2004 Genere: Drammatico, Romantico Durata: 90’ Regia: André Téchiné Cast: Catherine Deneuve, Gérard Depardieu, Gilbert Melki, Malik Zidi, Lubna Azabal, Tanya Lopert, Nabila Baraka Produzione: Paulo Branco Distribuzione: Mikado
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