VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
LEZIONE DI CINEMA CON MICHAEL MANN6° Festa Internazionale del Cinema di Romadi Romina Greggio La lezione di cinema con Michael Mann, alla sesta edizione della Festa Internazionale del Cinema a Roma, ha visto il tutto esaurito.
Il regista americano, sabato 31 ottobre, durante l’incontro ha commentato le sequenze da lui selezionate dei film da lui diretti. "La vita reale: è questo che voglio portare sullo schermo", con queste parole ha aperto l’incontro con il pubblico. Perchè ama così tanto la tecnologia digitale? Michael Mann: “Perchè posso girare la notte senza bisogno di artifizi, racconto la notte così come appare. In Collateral (2004) il digitale mi ha permesso di raccontare Los Angeles di notte come mai prima era stato fatto. Si vedono tutti i particolari della città, anche quelli che sfuggono all’occhio umano come i vapori che nella notte si alzano nelle strade". Cosa ci racconta riguardo “Heat” (1995) e nel dirigere due grandi attori come Rober De Niro e Al Pacino? M.M.: “Non c’è stato bisogno che dicessi loro molto, d’altra parte, che cosa si puó dire a due attori così? Sono entrati subito nella parte perchè abbiamo lavorato molto sui personaggi, sulle loro vite. Molto lo hanno messo loro, sopratutto nella prima scena, durante il loro dialogo molto intimo, lì non vediamo Robert De Niro e Al Pacino, ma vediamo i personaggi del film". Perchè ha scelto di farci vedere la scena di “Miami Vice” (2006) dove i due amanti scappano in fuga d’amore a Cuba? M.M.: “Una situazione apparentemente irreale, ma che chiunque può sognare nella propria mente. Due persone molto diverse che alla fine si amano come due persone qualsiasi". I due coyote in Collateral erano previsti? M.M.: “Si fin dall’inizio erano nel copione, perchè capita a Los Angeles se ti muovi di notte. E’ successo davvero e li abbiamo ritratti. I coyote rappresentano in maniera metaforica le paure di Vincent e del tassista perchè oramai la notte per loro è diventata un luogo buio ed oscuro dove nessuno di loro sa come ne uscirà". Lei da molto spazio alla musica nei suoi film? M.M.: “La musica è protagonista. Ci sono momenti in cui i dialoghi non potrebbero esprimere tutto ciò che vorrei dire, ecco che la musica da forza ad un gesto, ad un’azione, ad una scena d’amore, e ognuno nella sua testa prova emozioni diverse. La musica arriva a tutti come a volte le parole non sanno fare. La musica coinvolge lo spettatore in un’altra dimensione". Come ha reso reale Alì (2001)? M.M.: “Ho ambientato la vita di Alì nel suo mondo reale, la comunitá afro che lui frequentava. Non mi interessava tanto narrare la vita di un campione quanto quella di un uomo alla ricerca dei suoi valori. Narrare il percorso umano di Alì, il percorso che lo ha portato ad essere un fuoriclasse diverso da tutti gli altri, dove la sua comunità ha giocato un ruolo reale". Lei ha detto che vuole portarte la realtà al cinema, è per questo che gira direttamente le scene in camera? M.M.: “Mi diverte molto farlo. Stare sulla macchian da presa mi fa sentire partecipe, nel film e parte del film". Al termine dell’incontro Michael Mann ha regalato al pubblico l’anteprima del trailer di una serie tv per HBO con Dustin Hoffman sul mondo delle corse ai cavalli, attualmente in lavorazione. Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com - Romina Greggio
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |









