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LO SCHERMO DI CARTAStoria e storie dei cineromanzidi Ada Guglielmino Inaugurata a Torino una curiosa mostra che ripercorre la stagione dei cineromanzi, fenomeno italiano di "cinema a fumetti". Fino al 19 aprile all’Archivio di Stato di Torino.
E’ grazie al regista Gianni Amelio, “collezionista per caso”, come egli stesso ama definirsi, e alla sua raccolta privata di quasi mille esemplari che ha preso forma la mostra Lo schermo di carta – Storia e storie dei cineromanzi, realizzata dal Museo Nazionale del Cinema presso l’Archivio di Stato di Torino. La mostra riprende e sviluppa un’analoga inziativa relaizzata a Parma dalla Fondazione Culturale Solares e prevede l’esposizione di circa 200 cineromanzi originali. Arricchita da installazioni multimediali, tra cui anche la possibilità di essere fotografati e inseriti all’interno di una copertina di uno dei tanti cineromanzi in mostra, la mostra avrà, come sempre, una sua continuazione con trenta riproduzioni sulla cancellata esterno del Museo del Ciname (via Montebello 20). Il cineromanzo è stato un fenomeno che ha attraversato l’Italia dagli anni Trenta alla metà degli Anni Sessanta. Diffuso soprattutto in provincia e al sud, là dove le sale scarseggiavano e le pellicole restavano in programmazione per un giorno o poco più, il cineromanzo era il racconto a fumetti di un film. Immagini arricchite da didascalie e dialoghi semplici e di immediata comprensione per tutti componevano i singoli fascicoli, che ebbero una enorme diffusione e fissavano sulla carta il racconto dei film che il pubblico non poteva vedere o che, per usare le parole di Gianni Amelio “lo spettatore poteva portarsi a casa per non subire il dolore del distacco”. Oggi, in epoca di televisione e DVD, questa passione può far sorridere, ma occorre riportarla nei tempi in cui ebbe un travolgente successo. Ogni copia veniva letta spesso da decine di persone, passata di mano e in mano e poi conservata come un piccolo tesoro. Era però, il cineromanzo, anche un altro modo di arrivare al film o, meglio, di far arrivare un film laddove difficilmente sarebbe arrivato: per esempio alle donne, che erano destinatarie privilegiate di questi prodotti editoriali. Lo si capisce dalle immagini, che puntano sui volti degli attori, ritratti quasi sempre in coppia – la donna aveva bisogno della protezione e della sicurezza data da un marito – e i cui nomi campeggiavano in copertina in modo decisamente più evidente del nome del regista. Ha ricordato Gianni Amelio che le lettrici fedeli venivano premiate con un corredo da sposa. Una ulteriore testimonianza di come i cineromanzi siano stati anche un fenomeno sociale, diffusori di cultura sopratutto nell’Italia del dopoguerra e specchio fedele della società dell’epoca. La mostra migrerà probabilmente anche in altre città italiane, ma per chi fosse interessato a questo aspetto poco conosciuto della storia del cinema, sarà in libreria dal 13 marzo il primo volume fotografico sul cineromanzo che ha lo stesso titolo della mostra Lo schermo di carta e raccoglie materiali della collezione privata di Gianni Amelio e della biblioteca nazionale del Museo del Cinema, a cura di Emiliano Morreale (304 pagine, 275 illustrazioni a colori, Euro 55). Al libro è allegato il DVD dal titolo Sfogliare un film, regia di Lorenzo d’Amico de Carvalho, durata 48 minuti, che raccoglie testimonianze di autori, attori e registi protagonisti dei cosiddetti “film di carta”. (Il manifesto della mostra riproduce la copertina del cineromanzo La donna del fiume con Sofia Loren). LO SCHERMO DI CARTA - STORIA E STORIE DEL CINEROMANZO Archivio di Stato - Piazza Castello 209 (ingresso Piazzetta Mollino 1) - Torino - info: +39 011 544146 - www.museocinema.it Orari: martedì - domenica: 10.00 - 19.00; giovedì: 10.00 - 22.00; lunedì chiuso Biglietti: Intero euro 5,00 - Ridotto euro 3,00 Visite guidate per gruppi (minimo 10 - massimo 20 persone): Sabato ore 17.30 e Domenica ore 11.00; Costo: euro 3,50 a persona + biglietto della mostra. Prenotazione obbligatoria al numero +39 011 544146 entro le ore 16.00 del venerdì precedente. Per tutto il periodo della mostra Lo schermo di carta (8 marzo-19 aprile 2007) presentando il biglietto dell’Archivio di Stato si ha diritto all’ingresso ridotto al Museo Nazionale del Cinema (euro 4,20) e alle proiezioni della rassegna Carta Bianca a Gianni Amelio in programma ogni giovedì al Cinema Massimo (euro 3,50). Con il biglietto del Museo si potrà accedere a tariffa ridotta all’Archivio di Stato e al Cinema Massimo; analogamente, con il biglietto del Cinema Massimo si ha diritto all’ingresso ridotto nelle altre due sedi.
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