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“LUISA FERNANDA” AL TEATRO DE LA ZARZUELARose rosse e barricatedi Elisa De Marchi Il Teatro de la Zarzuela di Madrid chiude la stagione con "Luisa Fernanda", un’appassionante «comedia lírica» che fonde perfettamente comico e tragico, amore e politica, rose rosse e barricate.
L’azione si svolge nel 1868, durante il regno di Isabella II; le cospirazioni politiche di quell’anno fanno da base alla vicenda amorosa. Luisa Fernanda vive con il padre nel palazzo della duchessa Carolina; è innamorata di Javier Moreno, un militare di umili origini e di grande ambizione. Egli, però, la illude senza mai compromettersi concretamente: preferisce essere libero, per affrontare più agevolmente la scalata sociale. Inizia subito la sua missione, diventando l’amante della duchessa. A questo punto si fa avanti Vidal, un ricco pretendente di Luisa Fernanda. Da sempre disinteressato alla politica, questa volta sceglie di schierarsi col partito rivoluzionario: il suo unico scopo è combattere contro Javier e conquistare l’amore della ragazza. Il Teatro de la Zarzuela ha messo in scena un allestimento sobrio ma efficace; il merito va –soprattutto- alla splendida scenografia, realizzata mediante semplici pannelli, sui quali vengono proiettati gli ambienti. Scene, abiti, luci: tutto è misurato e lineare; il risultato è una zarzuela delicata, color pastello. Impeccabile l’esecuzione dell’orchestra “Comunidad de Madrid”, diretta da Cristóbal Soler. Cristina Gallardo-Domâs ha dato voce all’insana passione di Luisa Fernanda, mentre José Manuel Zapata ha interpretato la personalità un po’ oscura di Javier. Degno di nota Julián Ortega nel ruolo di Aníbal, simpatico e ritardatario amico di Luisa Fernanda. Ma il trionfo spetta a Juan Jesús Rodríguez, baritono verdiano, presente spesso nei teatri italiani e consacrato anche dal maggio Musicale Fiorentino. Un interprete di grande talento, che ha portato sulla scena un Vidal vibrante, intenso e profondamente umano. Luisa Fernanda è una zarzuela fresca, piena di colore e di folclore spagnolo. Anche durante i moti rivoluzionari la morte è rappresentata con leggerezza – o meglio, non è rappresentata. Gli uomini sparano, uccidono, ma lo fanno per finta: è solo un gioco di bambini. Il dramma è raccolto tutto nel doloroso finale: Luisa Fernanda abbandona Vidal (e il buonsenso), scegliendo di nuovo il reietto Javier. È ostinatamente innamorata di lui, benché codardo, vinto ed esiliato (di grande intensità il duetto iCállate, corazón!). Javier –chissà come- si è conquistato l’amore della ragazza, ma non quello del pubblico, che invece guarda con antipatia l’uomo che “nello stesso tempo tradisce Luisa Fernanda e la libertà". Luisa Fernanda – comedia lírica in tre atti – musica di Federico Moreno Torroba – libretto di Federico Romero e Guillermo Fernández-Shaw – Direttore: Cristóbal Soler – Regia: Luis Olmos – Scene: Juan Pedro de Gaspar – Costumi: Pedro Moreno – Light Designer: Fernando Ayuste – Coreografia: Cristina Arias - Interpreti: - Luisa Fernanda: Cristina Gallardo-Dômas – Carolina: Yolanda Auyanet – Vidal Hernando: Juan Jesús Rodríguez – Javier Moreno: José Manuel Zapata – Mariana: Amelia Font – Rosita: Lucía Escribano – Aníbal: Julían Ortega – Don Florito: Jesús Aladrén – www.teatrodelazarzuela.mcu.es
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