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"LULU & JIMI" DI OSKAR ROEHLERUna radio a forma di cuore, un tacco a spillo, autoscontri e tanto rock per un film bizzarro ma divertente, che omaggia Lynchdi Ilaria Falcone Germania, anni Cinquanta. Lulu è una ragazza dell’alta borghesia tedesca; un giorno, in un luna park incontra Jimi, figlio di uno squattrinato afroamericano veterano della seconda guerra mondiale, e se ne innamora, ricambiata, perdutamente.
Ma il loro amore vede la malefica opposizione della madre di Lulu, Gertrud, che pretenderebbe vedere la figlia accasata con Ernst, figlio di un ricco imprenditore, non certo con un afroamericano che lavora alle giostre.
Gertrud, insieme a Schultz, il suo amante segreto, e a un vecchio psicanalista mezzo matto, Von Oppeln, farà però tutto quello che è in suo potere per impedire l’unione dei due ragazzi. Ma questo trio non è che il primo ostacolo che la coppia dovrà affrontare per coronare il proprio sogno d’amore. Lulu e Jimi scapperanno insieme su una decapottabile con sedili zebrati e con una radio rosa a forma di cuore, sulle note di Stand by me, mentre anime perfide cercheranno di ostacolarli. Ed è solo l’inizio. Lulu & Jimi chiude, con tutta la sua leggera e frizzante carica sensazionale, il Torino Film Festival. Dalla Germania arriva un film fatto di sovrapposizioni di colori e fantasia, che rivisita e che vuole omaggiare (come ha dichiarato il regista) Cuore Selvaggio di David Lynch. Rohler, con surrealismo caramellato e sfrontatezza bizzarra, ha composto un’opera allegra, esasperata ed esagerata che sa affascinare e intrigare. Lulu & Jimi ha un’architettura scenica compatta, piena e consistente, basata su una scenografia smaccatamente stucchevole e una sceneggiatura di intrighi melodrammatici, esplosiva di colpi di scena assurdi, ma tali da allietare e alleggerire il cuore, oltrechè la visione. Il film genera una centrifuga di situazioni incredibili che sgorgano in altrettante situazioni paradossali, ma l’originalità e la bellezza sono racchiuse nel fatto che tutto viene raccontato come fosse il consueto svolgersi e avvicendarsi della vita. Non solo il discorso finale tra due personaggi merita la visione del film, ma Lulu & Jimi è carico di dettagli sconclusionati e folli da essere quasi normali nella realtà narrata: dal barboncino rosa alla triste sorte del padre di Lulu, dall’arredamento con telefoni dorati e tavolini con alla base pellicani di vetro ai vezzosi vestiti teatrali, shockanti a volte per audacia, dalla radio rosa a forma di cuore a un tacco a spillo quasi letale, da spiriti guida che appaiono nella Luna a sfere di cristallo. Chi ha visto Cuore Selvaggio di Lynch, potrà anche restare perplesso e titubante, o innervosito, durante la visione di questo film. Tuttavia, Lulu & Jimi è un’iniezione di humour e, per saperlo apprezzare e lasciarsi travolgere e non stravolgere, occorre spogliarsi da ogni altro riferimento filmico e goderselo nel suo piroettante corredo dimensionale e, va ribadito, surreale. Gli attori, da Jennifer Decker (Lulu) a Ray Fearon (Jimi) a Katrin Saß (Gertrud) hanno saputo dare quel tocco superlativamente tragico e, al tempo stesso, ironico, che conferisce quel quid essenziale alla riuscita complessiva della tragicommedia. titolo originale: Lulu & Jimi regia: Oskar Roehler anno: 2008 paese: Germania, FR cast: Jennifer Decker, Ray Fearon, Katrin Sass, Rolf Zacher, Udo Kier, Bastian Pastewka, Ulrich Tohmsen, Alexander Beyer produttore: Gabriela Sperl, Uwe Schott produzione: Sperl+Schott Film Gmbh, EMC Produktion GmbH, Elzevir Films, Norddeutscher Rundfunk, Bayerischer Rundfunk, Westdeutscher Rundfunk, Arte
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