“LUSSURIA – Seduzione e Tradimento” DI ANG LEE

La passione sfrenata di Ang Lee

Concorso
1938: la guerra è arrivata anche nel lontano oriente. I giapponesi invadono la Cina continentale instaurando un governo fantoccio a Shanghai. Il porto profumato, Hong Kong, sembra essere l’unico luogo tranquillo del territorio cinese, poichè formalmente protetto dagli inglesi. Ed è qui che sei giovani volenterosi, cominciando col teatro militante, arrivano a organizzare una piccola resistenza fatta in casa contro il governo collaborazionista di Shanghai e i suoi dirigenti distaccati a Hong Kong.

L’anima del gruppo è il giovane Kuang, che organizza un piano raffazzonato per stanare e uccidere il crudele Yee (Tony Leung Chiu Wai), uno dei pezzi grossi del governo di Shanghai. Il piano è di spacciare la militante Wong per una ricca signora di Hong Kong e farla entrare nelle grazie di Yee. Il piano stenta, ma con l’aiuto della vera resistenza cinese i giovani si organizzano e danno filo da torcere al potente Yee, fin quando la passione non travolge la militante e il dirigente collaborazionista.

Ang Lee torna in concorso a Venezia dopo la trionfale, per usare un eufemismo, cavalcata del suo precedente film, Brokeback Mountain. Il regista originario di Taiwan torna con un film, tratto dall’omonimo romanzo di Eileen Chang, che da molto tempo voleva fare. C’è riuscito e anche se ora dovrà passare fra le strette maglie della censura cinese per la distribuzione in patria, dev’essere una grande soddisfazione aver portato a termine un film così forte, dalle tematiche e dalle scene così potenti con capitali cinesi.

Tornando ai fatti puramente tecnici, possiamo affermare di avere fra le mani un buon film. Analizzando i vari aspetti possiamo annoverare un Tony Leung Chiu Wai quasi insopportabilmente perfetto, così come la giovane Tang Wei si dimostra capace in un ruolo difficile come quello di Wong. Una regia come sempre curata, con qualche spunto estetico ammirevole e un montaggio, anzi un rapporto montaggio-taglio dell’inquadratura, ottimale specialmente nella primissima parte. Inoltre alcune scene da ricordare, come la frenetica partita di mahjong in apertura, o il muto corteggiamento reciproco nel ristorante vuoto fra Yee e Wong. Infine i contro. Ang Lee ha scelto di percorrere l’ardua strada del film di genere che abbia in sè un ampio respiro epico da grande storia. Le lungaggini che derivano da questa scelta fanno molto male alla componente thriller del film, che risulta smorzata se non assente a causa dello scarso ritmo imposto all’azione.
Da rimarcare, in chiusura, l’ottima fattura delle scene di sesso nella parte centrale del film: girate bene, fotografate ancora meglio, e costruite narrativamente con un climax quasi nascosto che le rende ancora più dirompenti. Senza contare inoltre il cinefilo ammiccamento a Ecco l’Impero Dei Sensi del maestro nipponico Oshima Nagisa.

Titolo originale: Se jie
Nazione: Cina, U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Drammatico, Thriller, Romantico
Durata: 135′
Regia: Ang Lee

Cast: Tony Leung Chiu Wai, Joan Chen, Anupam Kher, Lee-Hom Wang, Wei Tang, Johnson Yuen, Chih-ying Chu
Produzione: Focus Features
Distribuzione: BIM
Data di uscita: Venezia 2007