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"La Pivellina - Non è ancora domani" vince il Premio Miccichè alla Mostra di Pesaro 2009Premiato il film italiano, menzione speciale a un’opera coreanadi Alessandro Cuk La 45. edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro si è conclusa con le consuete premiazioni, in una manifestazione che al di là del concorso, ha visto quest’anno la scoperta del cinema contemporaneo israeliano e la riscoperta di un autore come Alberto Lattuada. La giuria, composta dall’attrice Valentina Cervi, dal regista Luca Guadagnino e dal critico cinematografico Roberto Nepoti, ha assegnato il Premio Lino Miccichè al film italo-austriaco Non è ancora domani (La Pivellina) di Tizza Covi e Rainer Frimmel. Come spiega la motivazione “La Pivellina – Non è ancora domani ci ha toccati con la sua grazia. Con ammirevole metodo autarchico Tizza Covi e Rainer Frimmel sono riusciti a far propria la lezione zavattiniana, l’ascolto di un Reale sondato e studiato con pazienza certosina, l’irruzione della magia imprevista di un gruppo che nemmeno si pone il problema di appartenere al sociale. Scoprendo per di più un attore letteralmente preso dalla strada, Asia Crippa, due anni, che realizza a distanza l’utopia di Zavattini”. E’ stata apprezzata dalla giuria la storia semplice e brillante della piccola Asia, una bambina di due anni abbandonata in un parco, che viene trovata da una donna che vive con il marito in una roulotte, all’interno di una comunità di circensi, alla periferia di Roma. Un’opera piacevole realizzata con naturalezza, che si snoda attorno alla piccola grande figura di Asia capace di cambiare, con il suo improvviso arrivo, la quotidianità di un gruppo di persone che si danno da fare per rendere piacevole la sua permanenza nella nuova comunità. La giuria ha anche attribuito una menzione speciale al film coreano “Eoddeon Gaien Nal” (The Day after) di Lee Suk-Gyung. Questa la motivazione “Menzioniamo Eoddeon Gaien Nal, un film già solido e potente nella messa in scena, nella visione, di un dolore tutto femminile. Con pazienza e ritmo altissimi Lee Suk-Gyung ci conduce verso l’emozionato confrontarsi di una donna con la propria cicatrice interiore di dolore e abbandono”. La giuria dei giovani, composta da studenti dell’università di Urbino, ha premiato “Fixer: the Taking of Ajmal Naqshbandi” di Ian Olds, un’opera soprattutto documentaristica dal forte impatto visivo e contenutistico sulla difficile situazione in Afghanistan e sulla figura dei Fixer, giornalisti e traduttori afgani che collaborano con i giornalisti occidentali per la ricerca delle notizie sul campo. Un film che merita considerazione e che racconta la tragica vicenda di Ajmal, collaboratore del giornalista americano Christian Parenti, ma anche del reporter di Repubblica Daniele Mastrogiacomo con il quale viene rapito dai talebani. Da segnalare, inoltre, che il premio del pubblico per il cinema in piazza è andato al film di Felice Farina “La fisica dell’acqua” che tocca un tema delicato e tremendo come quello della pedofilia, mentre il premio Amnesty International sul cinema dei diritti umani è andato a “Vietato sognare” di Barbara Cupisti capace, con il suo film-documentario, di dar voce agli israeliani e ai palestinesi che parlano di pace e non di guerra.
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