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"La TOSCA" di Giacomo PucciniUna piccola lirica per una grande operadi Pierpaolo Simone A centocinquanta anni dalla nascita di uno dei maggiori compositori italiani, il teatro Flaiano di Roma e la compagnia della piccola lirica, portano in scena fino al 28 di Maggio le repliche della “Tosca”, alternando sul palcoscenico tecniche sperimentali e tradizione.
Più di duecento rappresentazioni dell’opera – cui vanno ad aggiungersi le repliche dell’anno in corso – una trentina di elementi che si alternano, sera dopo sera, per ricoprire i ruoli principali, un certificato di garanzia – il quotidiano inglese “The Independent” l’ha definita “affascinante e toccante”, carica di “autentico pathos” e immediatezza – segnano il valore aggiunto di una compagnia dalle indiscusse doti artistiche. Nella migliore tradizione dei teatri musicali da camera, la compagnia Piccola Lirica di Rossana Siclari (regista nonché ideatrice del progetto) tende a rendere più fruibile un’arte – quella lirica – che spesso non gode del favore del grande pubblico. E presenta alcune delle più importanti opere liriche italiane in una sorta di “formato ridotto”che snatura molte delle convenzioni tipiche dell’opera come spazio, durata e “modi” senza però snaturarne i contenuti. Con un ottimo risultato finale garantito dal dinamismo della scenografia e dalla versatilità dei giovani attori. In questa stagione sono ben cinque le compagnie di canto che si contendono i ruoli di Tosca, Cavaradossi e Scarpia, per una programmazione a lungo termine che rappresenta una piacevole anomalia per il mercato italiano della “grande lirica”, che per i costi molto alti e i risultati spesso fallimentari al botteghino non è abituato a performance durature nel tempo. La Piccola Lirica di Rossana Siclari vuole essere – come ha affermato lei stessa – “più agile”, rappresentare “una nuova forma di spettacolo” nelle cui dinamiche anche la libertà espressiva degli attori-cantanti trovi maggior spazio. La Piccola Lirica – aveva spiegato la Siclari – “non va mai in contrasto con la grande lirica”, ma come fa la lingua, “va avanti, si modifica e si trasforma in gergo, dimostrando di essere viva. Se rimanesse sempre uguale a se stessa, cristallizzata, sarebbe già morta”. Sullo sfondo di una guerra fra le truppe napoleoniche e quelle papaline, Cesare Angelotti – fuggito dalla prigione di Castel Sant’Angelo – si rivolge all’amico pittore Mario Cavaradossi, rifugiandosi in una chiesa dove sua sorella – la marchesa Attavanti – gli aveva procurato dei panni femminili per passare inosservato. Cavaradossi, nel frattempo, cerca di dar sostegno e aiuto all’amico invitandolo a rifugiarsi nella sua villa in periferia, proprio mentre il sagrestano della chiesa si appresta a comunicare la vittoria delle truppe del papa su quelle napoleoniche. In un crescendo di pathos e gelosia, Tosca – dopo l’arresto dell’amante Cavaradossi, accusato di tradimento per aver concesso asilo all’Attavanti – si vede costretta a subire le avance di Scarpia (barone sadico e capo della polizia pontificia) in cambio di una “grazia” sul plotone d’esecuzione concessa all’amante pittore, “fucilato” con armi caricate a salve. Con “La Tosca”, Giacomo Puccini – insieme a Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, segnò nel 1900 uno dei passaggi fondamentali di un’arte difficile, incompresa, riducendo da tre a cinque atti il dramma omonimo di Victorien Sardou, ambientato nel 1800, un dramma che risulta attualissimo ancora oggi per i suoi continui colpi di scena e reso ancor più famoso da una delle sue romanze – “E lucevan le stelle” – interpretata con passione dal Cavaradossi al momento della drammatica esecuzione. Fu proprio il 14 Gennaio del 1900 che l’opera più drammatica del compositore toscano andò in scena nella capitale presso il teatro Costanzi, con un dubbioso Giulio Ricordi, non del tutto convinto dell’accuratezza e dell’efficacia del terzo atto e con una critica che il giorno successivo – dalle autorevoli pagine del Corriere della Sera – definiva il Puccini sempre elegante, ma autore di un’opera più drammaturgica che musicale. Oggi, a distanza di un secolo, la possibilità di rivedere “La Tosca” in una versione al tempo stesso originale e sensibilissima al volere del dramma pucciniano, dà la possibilità anche ai neofiti di abbandonarsi con maggiore facilità – ma non meno impegno – nelle maglie di un’unicità di sensazioni che solo la buona lirica sa offrire. La Piccola Lirica gode dell’adesione al progetto della Presidenza della Repubblica, dei patrocinii della Camera dei Deputati, dell’Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, dell’Assessorato alle politiche culturali, della comunicazione e dei sistemi informativi della Provincia di Roma. TEATRO FLAIANO Via S. Stefano del Cacco 15 00186 Roma (Italy) Tel. +39 06 6796496 Info e Comunicazione: "http://www.piccolalirica.ilcannocchiale.it/" "http://www.ennioflaianoteatro.ilcannocchiale.it/" +39 338 6425492
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