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"La bussola d’oro" di Chris WeitzQueste oscure materiedi Daniele "Danno" Silipo Primo film di una futura trilogia, La bussola d’oro, mette in scena un universo fantastico che risulta originale e disciplinato, ma non riesce ad esprimere fino in fondo le sue evidenti potenzialità.
Tratto dall’omonimo romanzo di Philip Pullman (facente parte della trilogia letteraria Queste oscure materie), La bussola d’oro, più che un fantasy a tutto tondo, sembra appartenere a quel sottofilone della fantascienza moto poco frequentato (almeno al cinema) che prende il nome di “steampunk”. Lo steampunk è quel genere che – volendo essere parecchio riduttivi - rappresenta “il futuro di un passato”; in questo caso, pare di trovarsi in un’epoca rinascimental-vittoriana parecchio tecnologica, in cui carrozze, mongolfiere e strani marchingegni vengono azionati da un’energia denominata “ambarica”. Un universo in cui gli orsi polari sono dei fenomeni nell’arte della battaglia e gli umani sono accompagnati sin dalla nascita dai “daimon”: animali guida che contengono l’anima del “padrone”. Lyra è una bambina molto precoce rimasta orfana che vive al Jordan College, nella Londra di un mondo parallelo al nostro. Tutto è dominato dal Magisterium, una sorta di istituzione religiosa che attraverso i suoi dogmi tenta di controllare l’umanità e preservare il suo potere. Ma il mondo di Lyra è afflitto da una piaga: i bambini stanno sparendo, rapiti dagli “ingoiatori” per scopi sconosciuti. Lyra si metterà alla ricerca dei suoi piccoli amici dispersi Billy e Roger, aiutata dalla strega Serafina Pekkala, dall’aviatore cowboy Lee Scoresby, dall’orso corazzato Iorek Byrnison, da una tribù di combattivi marinai “gyziani” e guidata dalla bussola d’oro, un oggetto tabù capace di mostrare la verità. Arriverà fino alle terre ghiacciate del Circolo Artico, gli stessi luoghi per i quali - poco tempo prima – suo zio Lord Asriel, si era imbarcato per indagare su un misterioso elemento “la polvere”, capace di minacciare il potere del Magisterium. Nel marasma delle pellicole favolistiche “per grandi e piccini” che ultimamente si sta mostrando sul grande schermo, è proprio la cura per l’ambientazione in tutte le sue sfaccettature (dagli effetti speciali alle idee vere e proprie) a fare la differenza in questo caso. È raro trovare dei film capaci di mettere in scena mondi “complessi” e non semplicemente fantastici che, per quanto irrealistici, riescano a risultare “ragionevoli”. Senza nulla togliere a chi gioca la carta del fantastico duro e puro, La bussola d’oro (grazie soprattutto al romanzo dal quale prende le mosse), non si appoggia solo alla disponibilità del pubblico nel “credere” (che comunque gioca la sua parte), ma realizza un universo organizzato che lascia intuire la presenza di regole e leggi che lo disciplinano. Ma, alla fine, è l’intrattenimento a prevalere sulla profondità (e questo potrebbe scontentare gli amanti del libro), portando il film a normalizzarsi sempre di più man mano che avanza. Un vero peccato, perché La bussola d’oro avrebbe tutte le carte in regola per perseguire con più decisione la strada di un coinvolgimento razionale e non solo emotivo-spettacolare ma, invece, pare accontentasi di bazzicare per la “normale amministrazione”. Tale approccio, se da una parte ci preserva da eventuali eccessi cervellotici (vedi Matrix), dall’altra allontana il film dalla piena espressione delle sue potenzialità. L’intrattenimento messo in scena è comunque di gran classe ma questo, a chi cerca qualcosa in più, potrebbe non bastare. Titolo originale: The Golden Compass Nazione: U.S.A. Anno: 2007 Genere: Avventura, Thriller, Drammatico Durata: 114’ Regia: Chris Weitz Sito ufficiale: www.goldencompassmovie.com Cast: Nicole Kidman, Daniel Craig, Dakota Blue Richards, Eva Green, Jim Carter, Tom Courtenay, Clare Higgins, Sam Elliott, John Bett, Magda Szubanski, Hattie Morahan Produzione: New Line Cinema, Scholastic Productions, Depth of Field, Rhythm and Hues Distribuzione: 01 Distribution Data di uscita: 14 Dicembre 2007 (cinema)
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