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La cinetica armonia di Nicola LisantiUn percorso all’interno delle tele dell’artista materanodi Chiara Lostaglio E’ un turbinio di forme, di colori, di segni e di vissuti creativi quella sua tela “A mia madre”. Ispira una forza assoluta, si sente in leggera lontananza l’eco dei versi di Pasolini “Supplica a mia madre”.
E’ tutto un amore sospeso quanto concreto, addirittura si scorge una pietas popolare, antica, di michelangiolesca memoria. Nicola Lisanti, materano di cultura, ma universale per vocazione, sa leggere il mondo che gli accade intorno, sa guardare altrove e sa scrutarsi dentro. Per questo nella sua arte è come leggere una lirica, o ascoltare il soffio del vento che accarezza pure le sue tele. E, come il vento che muove le foglie, la sua pittura ispira movimento, quasi fosse un film, un proiettore che riproduce su tela bianca un mondo in fermento, la vita che scorre, l’attimo che fugge. Ma su tutto, forse, traspira la sua primitiva natura: c’è Matera nel suo movimento, un cammino plurimillenario che continua in un costante divenire. La tela di Lisanti si colora di eventi e l’osservatore ha quasi l’impressione di abitare quel luogo imprevisto da lui disegnato, dipinto, eppur vivo attorno a noi. Matera è fonte di inconscia ispirazione: i Sassi sembra che si muovano, così come sono in sequenze vorticose le immagini della “sua” ipotetica Venezia, che traspare nella Evocazione, decomposta a sua immagine e pur vitale, mentre si rispecchia nel Canal Grande, in un gorgo di colori e similitudini. Si intravvede la lezione surrealista di un grande maestro come Dalì. L’acrilico su tela Nascita dell’energia lascia scorgere donne intente al lavoro nei campi, ovvero a raccogliere fiori. Ed ancora colori in sintonia con un moto ideale che emana appunto energia. Mondo contadino o mondo onirico? L’interrogativo appare scontato, anche se nel mondo artistico di Lisanti nulla è scontato, nulla è definitivo: il mondo nelle sue tele è in cinetica armonia. La Danza degli Angeli ci conduce in un affascinante canto in un cielo turchese, dove puerili creature dorate volano leggere in una danza senza tempo. La pennellata del pittore materano è corposa, pregnante di cromatismi che emanano luce e desiderio; la sua arte si contamina di impressionismo, di religiosa appartenenza alla terra, che è madre. Traspare di evanescenza, di dissolvenze tipiche di un amante del colore l’arte di Lisanti, un autore che ha fatto propria, da giovane, l’esperienza pittorica ed innovativa del suo maestro, Riccardo Antohi, presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. E negli anni, ha toccato le più prestigiose gallerie, non solo in Italia, offrendo emozioni visive e persuadendo di naturalezza lo spettatore, che rimane rapito e coinvolto dal movimento sulle sue tele.
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