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"La zarzuela"Un Teatro per un genere e un genere per un Teatrodi Elisa De Marchi La zarzuela è una particolare forma teatrale, composta da parti strumentali, parti cantate e dialoghi. Questi ultimi sono l’elemento più tipico, che si distingue dal recitativo cantato dell’opera lirica. Si tratta di un genere sorto in Spagna (e infatti è cantato solamente in spagnolo) nel XVII secolo, epoca cui risale la zarzuela più antica: "La gelosia sta nelle stelle" di Juan Hidalgo e Juan Vélez.
La sua diffusione nei teatri fu immediata e prorompente, poiché introduceva la presenza di un’orchestra numerosa, di cori e di balli, che ottennero l’approvazione della corte spagnola e del pubblico in generale. Si dice che prenda il nome dalla residenza reale de La Zarzuela, dove un tempo la corte assisteva a spettacoli di carattere eroico e mitologico. E’ una forma d’arte popolare molto nota e diffusa in Spagna, tutt’oggi apprezzata per la sua immediatezza, fondata sull’improvvisazione e su un facile stile di canto. Il continuo scambio tra palcoscenico e platea, che porta gli attori ad interagire attivamente col pubblico, la rende particolarmente singolare e coinvolgente. I primi autori che si consacrarono a questo nuovo teatro musicale furono Lope de Vega e Calderón de la Barca; in particolare, Calderón fu il primo ad adottare il termine “zarzuela”, nel 1657, applicandolo ad un’opera intitolata Il golfo delle sirene. Nel XVIII secolo la dinastia dei Borbone impose lo stile italiano in tutte le forme artistiche portando alla contaminazione della zarzuela con la nostra opera lirica. Questa fase, però, fu di breve durata: durante il regno di Carlo III una serie di rivolte popolari contro i ministri italiani da lui imposti produsse un clima di accesa polemica anti-italiana, che si ripercosse inevitabilmente anche sul mondo del teatro. Di nuovo si impose la tradizione popolare spagnola, rappresentata da Ramón de la Cruz. Fu però nel XIX secolo che la zarzuela attraversò il suo periodo d’oro, grazie all’opera di grandi compositori quali Francisco Barbieri ed Emilio Arrieta. Già in quest’epoca possiamo distinguere tra “género chico”, della durata di un solo atto, e “gènero grande”, in tre atti. Oggi la zarzuela sopravvive grazie alla discografia, e in particolare grazie ad alcune ottime incisioni dirette dal maestro spagnolo Ataulfo Argenta. Nei teatri, benché molto apprezzata, appare solo sporadicamente, a causa della sua complessità e dell’alto costo di produzione. Negli ultimi cinquant’anni, però, l’interesse popolare per un genere così singolare ha portato alla diffusione di antologie e programmi radiofonici e televisivi interamente dedicati alla zarzuela. L’attenzione dei media è la prova di un vivo interesse, che coinvolge diverse generazioni di pubblico e tutti coloro che si avvicinano, per passione o per lavoro, alla cultura spagnola. Questo genere è così amato e radicato che può vantare addirittura un proprio Teatro: concepito nel 1856 e realizzato nel giro di pochi mesi, il Teatro de la Zarzuela nacque per iniziativa della Società Lirica Spagnola, formata da un folto gruppo di musicisti che desideravano un luogo idoneo alla promozione e diffusione della zarzuela. La sua inaugurazione si fece coincidere col compleanno della regina Isabella II (il dieci ottobre), che partecipò all’evento col resto della famiglia reale. Nella seconda metà del XIX secolo, il Teatro monopolizzò la vita sociale di Madrid, portando sulla scena opere di grande successo, tutt’oggi molto conosciute (Pan y Toros, El barberillo de Lavapiés). Nel 1909 un incendio distrusse l’edificio, costruito sul modello dei teatri europei e in particolare della Scala di Milano. Il nuovo Teatro non vanta, purtroppo, lo stesso fascino architettonico né una stagione lirica così intensa. Nonostante ciò, continua ad essere un punto di riferimento per la cultura spagnola, massimo rappresentante delle radici musicali del Paese. Si tratta, infatti, del primo ed unico Teatro interamente dedicato a questo genere, che vanta già 153 anni di florida vita artistica. A questo proposito in Spagna si dice che la zarzuela sia “un Teatro per un genere e un genere per un Teatro”. La zarzuela è, quindi, un genere ancora molto vivo e seguito, che riflette numerosi aspetti della vita e della società spagnola: le feste, le tradizioni, le leggende popolari. La sua forma è in continua evoluzione: oggi può trattare anche temi di attualità, e attingere forme musicali dai generi più moderni, come per esempio il jazz. Ma sono i suoi aspetti più tradizionali a conquistare: la sua freschezza, che fa leva sugli aspetti più assurdi o patetici della vicenda, il suo sentimentalismo esasperato, la sua forza espressiva non mancano mai di incontrare il favore del pubblico. Divulgata attraverso il teatro, la radio e la televisione, è diffusa in tutti i Paesi di lingua spagnola come forte segno di identità nazionale. Ma sarebbe particolarmente adatta ad essere esportata, e a rappresentare anche all’estero i valori e la memoria della cultura spagnola.
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