Laudes Regiae

Si è inaugurata recentemente una nuova mostra di Andrea Morucchio presso la sede del convento dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca. Laudes Regiae è un’installazione articolata sul tema della propaganda politica tra passato, presente e futuro.

In Laudes Regiae Andrea Morucchio riafferma un rapporto costruttivo con la storia. Spesso intervenendo nella città in cui vive, sente di non poter prescindere da tale riferimento per cercare di raddrizzare, nel contemporaneo, una china in cui la gestione di un luogo simbolo come Venezia, città artistica per eccellenza, sembra unicamente impantanarsi come vetrina, parco giochi o autentica Disneyland e non dare segni di reazione verso quelle peculiari funzioni che in passato le hanno conferito un ruolo di vera fucina e volano nella produzione artistica.

Morucchio continua ad avvertire nei suoi interventi che la salus consiste prioritariamente nell’interpretazione delle radici e ragioni che pure collocavano la città in una dimensione internazionale, dove la produttività del mercato e di un certo nomadismo d’un tempo, immediata conseguenza dei traffici instaurati dal commercio, dai conseguenti scambi culturali, nonché dalle nefande ma inevitabili guerre, consentiva, comunque, uno sviluppo ben distante dal clima deteriorato attuale caratterizzato da un insulso turismo di massa che evidenzia una conseguente degenerazione di valori.
Nella città lagunare il turismo di massa oggi rappresenta la più lampante manifestazione speculare del potere subdolamente occulto del sistema economico, delle multinazionali che muovono le moltitudini come eserciti acefali incoscienti e perciò incolti, soggiogati dal volere del nuovo potere imperiale, omologato da una sempre più dilagante economia globale che non è esplicitamente riconoscibile e contro la quale, pertanto, risulta quasi impossibile lottare e difendersi.

Entrando nel merito formale della pur raffinata installazione nel suggestivo salone dell’ex convento dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca, Andrea Morucchio dispone il suo esercito di vetro che per sineddoche è rappresentato da una serie di elmi, il cui modello originale, in ferro, è conservato nell’armeria di palazzo Ducale.

L’utilizzo del vetro per realizzare gli elmi è un altro elemento volutamente emblematico dell’installazione: la materia leggera, trasparente e pura allo stesso tempo, ossimoro di consistenza e fragilità, è dall’artista utilizzata per ricollegarsi anche in questo caso a un’importante risorsa della sua città. A livello artigianale ne ha connotato la storia e continua a rivestire un importante ruolo nella tradizione e nell’economia locale da salvaguardare e da incrementare, ovviamente nei risultati estetici più validi.
Avere avuto l’occasione di seguire la realizzazione degli elmi presso la fornace di Giorgio Giuman a Murano, con il contributo fondamentale dei figli Marco e Michele sotto la regia dell’abile maestro vetraio Primo Guarnieri, vederne nascere l’anima della massa liquida infuocata che ha poi preso sempre più la forma definitiva fino all’ultimo distacco ombelicale dalla canna che depositava ormai l’opera finita all’interno della muffola per il suo graduale completamento e raffreddamento, è stato come vedere nascere delle creature dotate di un’anima forte e generosa come il fuoco, poi destinate a crescere e a rinvigorirsi fino all’ultima disposizione strategica nella sala, pronti ad affrontare o a affiancare l’imperversare del lupo di Passau. Tale soggetto estrapolato dall’autore quale splendido sigillo – con tutte le sue diverse implicazioni simboliche – ricavato da un’antica spada sempre conservata nell’armeria di Palazzo Ducale e forgiata per la Repubblica in Germania, e precisamente a Passau, allude in tal senso agli antichi traffici della Serenissima con la realtà tedesca. Metaforicamente tali riferimenti storici potrebbero, non so quanto subdolamente per il nostro autore, essere presenti in un certo inconscio collettivo riferibili per lo più a un recente infausto passato. E le Laudes Regiae, filologicamente studiate da Ernst Kantorowicz, lo storico noto per i preziosi contributi rivolti a ricostruire la figura del grande Federico II, accompagnano ambiguamente, come inquietante sottofondo musicale, l’installazione nello spazio dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca.

Ex Convento Ss Cosma e Damiano
Sede Giudecca, 620, Venezia 30133
Altre informazioni Tel +39 041 2446939
Data di apertura venerdì 08 giugno 2007
Data di chiusura domenica 29 luglio 2007
Orari:
Inaugurazione: venerdì 8 giugno 2007, alle ore 12.00
Periodo: dall’8 giugno al 29 luglio 2007
Orari: tutti i giorni, ore 10.00-12.00 / 15.00-18.00
Informazioni per la stampa: Musei Civici Veneziani – Marketing, Immagine e Comunicazione,
Monica da Cortà Fumei, Riccardo Bon, Alessandro Paolinelli, Sofia Rinaldi, tel.++390412747607/08/14/18; e-mail mkt.musei@comune.venezia.it; pressmusei@comune.venezia.it