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Laura Pausini World tour 2009Una location spettacolare per una perla di concertodi Michela Tosato È stata Villa Manin di Passariano di Codroipo (Udine) lo splendido teatro della data di apertura del World Tour della più grande cantante italiana. Laura Pausini, che ormai da tempo ha sfondato i confini nazionali con la sua energia e la sua voce, vincendo riconoscimenti e l’amore dei fan di tutto il mondo, ha intrattenuto un pubblico entusiasta sabato 27 giugno per 2 ore e mezza di autentica emozione.
Se si dovesse riassumere questo spettacolo forse Emozione sarebbe la parola giusta, perché la Pausini snocciolando una scaletta ben strutturata, che intervalla momenti rock a dimensioni più intimistiche, regala davvero sensazioni positive e sfaccettate: dalla commozione, alla tenerezza, passando per una ventata di dinamicità e freschezza che caratterizza da sempre questo personaggio. Il pubblico eterogeneo (dai 2 anni agli over 60 nessuna fascia d’età è esclusa) reagisce con entusiasmo e partecipazione a tutto lo spettacolo, dimostrando un affetto davvero importante per Laura. La prima parte del concerto presenta un sound decisamente rock, con un medley tutto da cantare che parte da Spaccacuore e, passando per Benedetta Passione e La prospettiva di me, si chiude con Il mio beneficio. Incredibilmente corale l’esibizione di Destinazione paradiso, sintomo che la versione di Laura di questa straordinaria canzone è entrata nel cuore della gente almeno quanto l’originale. La scaletta prosegue con scelte decisamente più intimistiche che Laura commenta in maniera molto partecipata, da Strani Amori, presa come misura e simbolo della strada percorsa dall’artista fino ad oggi, alla splendida Vivimi e La geografia del mio cammino, racconto della sensibilità e della vita dell’artista. Un altro medley, decisamente più soft del primo, affascina il pubblico con sonorità acustiche e arrangiamenti morbidi ed eleganti di alcuni brani molto conosciuti (su tutti Surrender). Il medley inizia con Il tuo nome in maiuscolo che Laura dedica “ad una mia amica…si chiama Elisa”. Prima delle ultime canzoni che ritornano all’insegna del rock (La mia banda suona il rock, Resta in ascolto, Io canto) Laura, i coristi e tutta la band che occupa con lei il palco in maniera davvero impeccabile, guadagna il centro della passerella centrale e, con alle spalle un’immagine del Re, intonano Heal the world, ben presto seguiti da un pubblico quasi commosso. Il momento che omaggia la più grande stella del pop mondiale, Michael Jackson, si chiude con un semplice ed efficace “Ciao Michael”. La Band che accompagna la Pausini è eccezionale e sa restituire con uguale intensità i momenti di musica più energica e grintosa, come quelli più soft e dolce, risultando in perfetta sinergia con Laura, unica grande dominatrice del palcoscenico. L’allestimento scenico è ben curato: seppur molto meno spettacolare del palco e degli effetti del mega show di San Siro, gli schermi (uno centrale e due laterali) ben incorniciano uno spettacolo che risulta equilibrato e creativo con video astratti o con Laura come protagonista. Un concerto da ascoltare, vedere e rivedere che, come sempre del resto, consacra Laura Pausini come una delle più grandi cantanti italiane di tutti i tempi, capace di affascinare non soltanto con le sue notevoli doti canore ma anche con la sue verve, concentrato di dolcezza e grinta.
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