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Concorso "Lavorare con lentezza" di Guido ChiesaAlice, poco radiosadi Matteo Signa spirato a fatti realmente accaduti, il film racconta la storia di Sgualo
e Pelo, due ragazzi che vivono nella periferia di Bologna, le cui vicende
si intrecciano con la storica emittente Radio Alice, portavoce del movimento studentesco del ’76-’77.
Studiosi ed operatori del settore radiofonico certamente non hanno dimenticato la mitica Radio Alice, la dadaista emittente bolognese dal palinsesto orizzontale e destrutturato che animò l’etere ed il Movimento studentesco del ’77. In clima di rivisitazione e rinnovato interesse sociopolitico per quel periodo storico, Radio Alice diviene uno dei principali soggetti del film Lavorare con lentezza (uno degli slogan dell’emittente) del regista torinese Guido Chiesa, in gara a Venezia 61 per il Leone d’oro. Il copione, oltre che dal regista, è firmato dai cinque scrittori che si nascondono dietro lo pseudonimo di Wu Ming. Garante dell’aderenza della ricostruzione storica dei fatti e dell’ambiente è il noto comunicatore ed internauta Franco "Bifo" Berardi, uno dei fondatori dell’emittente (insieme a Maurizio Torrealta e Ambrogio Vitali), nonché ispiratore del recente fenomeno delle tv di strada, le cd. Telestreet. Viene da una canzone del napoletano Enzo Del Re il titolo del film: Lavorare con lentezza / senza fare alcuno sforzo. / Il lavoro ti fa male. / E ti manda all"ospedale. L"intento di base del film, ricostruire la nascita di una delle prime emittenti "militanti", è lodevole. Non solo la radio ha segnato in maniera indelebile la nascita di un fenomeno comunicativo ma ha accompagnato, criticandolo, un periodo ricco di trasformazioni di carattere politico e culturale. E" proprio in questo che il film rivela le sue principali lacune. Spesso la storia della radio viene vissuta come una parentesi. O peggio come un contorno e non il principale ingrediente al punto che le vicende strettamente "radiofoniche" non si amalgamano fino in fondo con la storia dei due protagonisti. Riuscite le scene in cui la radio viene "ascoltata". Gli effetti dell"ascolto si percepiscono più dalle espressioni degli attori che non dalle battute. Quando Alice viene "svelata" e vediamo le stanzone di un appartamento adibite alla diretta radiofonica si perde sicuramente la magia della natura del mezzo e i luoghi vengono vissuti più come ritrovo per feste e stereotipi legati alla controcultura (droghe, sesso libero, ideologia esasperata. I continui passaggi di stile alle volte non facilitano la visione, rendendola confusa e leggermente "schizzata". Quasi imperdonabili i siparietti da cinema muto. Abbiate pazienza ad aspettare i titoli di coda accompagnati da un documento storico: la registrazione degli ultimi drammatici minuti di trasmissione di Radio Alice, prima che venisse chiusa "in diretta" dalla polizia. Le voci che sentirete sono quelle dei fratelli Minnella poi arrestati per il "reato" di avere aperto i microfoni sulla città. Questo documento sono parte di quella rivoluzionaria e liberatoria avventura di conicazione via etere che fu Radio Alice. Titolo originale: Lavorare con lentezza Nazione: Italia Anno: 2004 Genere: Drammatico Durata: 111’ Regia: Guido Chiesa Sito ufficiale: www.lavorareconlentezza.com Cast: Tommaso Ramenghi, Marco Luisi, Claudia Pandolfi, Valerio Mastandrea, Valerio Binasco, Jacopo Bonvicini, Max Mazzotta, Massimo Coppola Produzione: Domenico Procacci Distribuzione: Fandango Data di uscita: Venezia 2004 01 Ottobre 2004
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