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“Le avventure del topino Desperaux” di Sam Fell e Robert Stevenhagen

Non sempre bastano topi, cavalieri e principesse per raccontare una favola degna di essere tale

C’era una volta in un regno lontano una città avvolta in un’abbondanza di serenità e litri di zuppa. Ogni paese è famoso e orgoglioso delle sue tradizioni: Dor era famosa per la sua zuppa. Per festeggiare la primavera, il cuoco di palazzo ogni anno inventava una nuova ricetta, che rallegrava olfatti e palati. Ma per un incidente drammatico, tutto finì e quel regno si ritrovò con un re dal cuore infranto e una principessa triste; non piovve più e la zuppa fu vietata. Finchè, a Mouseworld, nacque il piccolo Despereaux Tilling, un gentil topo sognatore, con ambizioni cavalleresche. Il giovane impavido Despereaux, che non riusciva a fare a meno dell’avventura, si ritrovò a salvare una principessa e riportare a Dor la luce.

Difficilmente una favola, un film d’animazione, che non sia firmato Disney o Dreamworks riesce a porsi su un pentagramma di note poetiche, divertenti, ironiche, anche dissacranti, e a imporsi nella memoria storica dei piccini e soprattutto degli adulti; Le avventure del topino Despereaux, avrebbe avuto le caratteristiche per essere l’eccezione, ma il coinvolgimento iniziale si tramuta presto in noia finale.

Le avventure del topino Despereaux è tratto dall’omonimo libro per bambini di Kate DiCamillo che ha venduto quasi due milioni di copie, restando in cima alla classifica dei best seller del New York Times per 96 settimane.
I registi Sam Fell (Giù per il tubo) e Robert Stevenhagen (Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro) hanno raccontato, per la Universal, l’avventura di questo topolino, in versione digitale, mescolando disegni 2D alla moderna tecnica d’animazione 3D.
Le avventure del topino Despereaux è scenograficamente ammirevole, i filmmaker sono riusciti a dare un tocco pittorico ai mondi che il topino esplora, ispirandosi ai maestri fiamminghi, come Vermeer e Brueghel, sia nel design che nel colore, rendendo anche un piccolo omaggio a Botero. La tavolozza dei colori moderata, smorzata e delicata ha reso l’atmosfera graziosamente pittorica, rievocando le classiche illustrazioni fiabesche, come quelle che dipingono i racconti di Andersen o come quelle delle favole di Beatrix Potter.

Questa storia porta sul grande schermo un altro roditore; iniziò la Disney con Topolino, proseguì con Bianca e Bernie fino a Ratatouille, per non dimenticare il tenero signor Groviera de Gli Aristogatti, la Warner Bros ha contribuito con il famosissimo Jerry, di Tom & Jerry, la Dreamworks e Spielberg, nel corso degli anni, hanno presentato le avventure di Fievel e quella di Roddy St. James. In questo panorama non è facile ideare un topolino che si crei il suo spazio, sgomitando, in una dimensione di predecessori di acclamato successo.
E non è semplice, del resto, evitare alcuni paragoni e notare lampanti similitudini con tali predecessori, per l’appunto. Il richiamo al più recente Ratatouille è inevitabile, per l’ambientazione cuciniera, ma se si osserva bene lo stile di Despereaux viene subito alla mente quello avventuroso di Bianca e Bernie, anche se con una narrazione molto più sbiadita.

Le avventure del topino Desperereaux ha un ciak di inizio teneramente promettente, poi subentra come un difetto di forma della narrazione, si ha l’impressione che i registi e sceneggiatori non abbiano saputo come gestire la favola e i suoi sviluppi. Sequenza dopo sequenza si aprono continui scenari che restano aperti; lo spettatore sarà condotto verso un’estenuante fine, che pare non voglia arrivare, ma quando giunge è talmente inesorabile e improvvisa che lascia attoniti e alla ricerca, non tanto del senso morale, ma della storia in sé.

I due personaggi femminili, almeno nella versione italiana, sono i peggiori, sia come disegno che come carattere, che la storia delle favole, se in questa categoria vogliamo farli rientrare, abbia mai avuto modo di narrare: l’apatica e antipatica principessa Poe e la sua cameriera, la psicopatica outsider Maia, abbreviazione imbarazzante per Maialina; in inglese la cameriera si chiama Miggery, Mig, probabilmente per creare assonanza tra Mig e Pig, essendo cresciuta con i maialini, sempre meglio, comunque, della nostra traduzione.
La versione in lingua originale ha avuto il pregio di sfoggiare un cast di doppiatori eccezionali da Dustin Hoffman a Matthew Broderick, da Emma Watson a Tracey Ullman, mentre la voce narrante è di Sigourney Weaver.

Titolo originale: The Tale of Despereaux
Nazione: Regno Unito, U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Animazione
Durata: 100′
Regia: Sam Fell, Robert Stevenhagen
Sito ufficiale: www.thetaleofdespereauxmovie.com/…

Cast (voci): Matthew Broderick, Dustin Hoffman, Emma Watson, Kevin Kline, Stanley Tucci, Sigourney Weaver, Christopher Lloyd, Robbie Coltrane, William H. Macy, Frank Langella, Richard Jenkins
Produzione: Larger Than Life Productions, Relativity Media, Universal Animation Studios, Universal Pictures
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 24 Aprile 2009 (cinema)