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Giornate degli Autori "Le bruit des glaçons" di Bertrand BlierChi è che bussa alla mia porta?di Rinaldo Vignati Al cancello di Charles Faulque - scrittore che ha avuto momenti di gloria (c’è un Goncourt nel suo carnet) ma che è ormai in declino e si dedica principalmente all’alcool - suona qualcuno. Accompagnato da una musica sinistra, ad annunciarsi è nientemeno che il tumore che lo sta per colpire (ai polmoni, al pancreas o al cervello ancora non si sa). Tra i due inizia un dialogo teso e combattivo, che porta Charles ad interrogarsi sul senso della vita e sulle relazioni che ha con le persone che gli sono vicine.
L’idea della personificazione del tumore richiama in fondo certi dialoghi con la morte che Woody Allen ambientava in luoghi per nulla arcani (ne La morte bussa, contenuto nell’antologia Saperla lunga, la triste mietitrice si presentava a casa di un uomo di Brooklyn e intavolava con lui una partita a ramino), ma, a ben vedere, nel film di Blier c’è anche un po’ de La vita è meravigliosa: il tumore, infatti, svolge, paradossalmente, una funzione non diversa da quella dell’angelo di Capra, ossia quella di far scoprire al protagonista quanto di bello ci fosse nella sua vita, facendogli vedere l’amore che c’era intorno a lui. Purtroppo, però, i dialoghi del film di Blier (che già nel suo precedente lavoro - Combien tu m’aimes?, 2005 - aveva messo la malattia nel plot: il protagonista era un vincitore del lotto dal cuore fragile) sono piatti e non riescono mai a dare "credibilità" cinematografica all’incontro tra un uomo e il suo tumore, incontro che rimane pertanto artificioso: un’idea che non sa decidersi se svilupparsi nel senso dello humor nero, in quella del dramma, in quello della riflessione esistenziale, risultando insoddisfacente in ciascuna di queste direzioni. Talvolta, per sopperire alle debolezze dello script, Blier cerca di affidarsi alla forza evocativa della musica (usata in un ampio spettro di stili e di toni), ma il film si risolleva solo a tratti. La recitazione, poi, con movimenti fatti di scatti repentini e dialoghi spesso urlati, appare più teatrale che cinematografica. E il finale è talmente grossolano da diventare irritante. Dopo aver scelto uno spunto che si apriva a sviluppi "alti", il film si chiude banalmente con una trovata (Charles e la domestica ingannano il tumore) che sembra non avere altro valore che quello di una specie di gesto apotropaico. Decisamente, è un po’ poco per un film che era partito probabilmente con ben altre ambizioni. Titolo originale: Le bruit des glaçons Nazione: Francia Anno: 2010 Genere: Drammatico, Commedia Durata: 87’ Regia: Bertrand Blier Cast: Jean Dujardin, Albert Dupontel, Anne Alvaro, Myriam Boyer, Audrey Dana, Corista Theret, Emile Berling Produzione: Thelma Films, Manchester Films Distribuzione: Wild Bunch Sito ufficiale: http://www.lebruitdesglacons.com/ Data di uscita: Venezia 2010 (Giornate degli autori)
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