“Le conseguenze dell’amore” di Paolo Sorrentino

Cinque David di Donatello al secondo film di Paolo Sorrentino

Ogni uomo ha un segreto inconfessabile. Quello del cinema italiano è che da troppi anni mancano nelle sale film degni della tradizione storica e culturale del nostro paese. Tutto ciò è vero in parte, ma tende a nascondere motivazioni ben più imbarazzanti. Come di un segreto raccontato a metà e lasciato in balìa di chi non vuol sentirne raccontare il seguito per non prenderne coscienza.
Il film in uscita questi giorni (per la vendita e per il noleggio) dimostra la pochezza e l’infondatezza di certi snobismi culturali, costrutti leziosi che in realtà nascondono – dietro la parvenza del gusto spettatoriale – un ragionamento sempre più morboso ed incentrato sugli incassi ottenuti al botteghino.

Lo straordinario film di Paolo Sorrentino “Le Conseguenze dell’amore”, applauditissimo a Cannes da pubblico e critica, è probabilmente uno dei migliori film degli ultimi anni, nonché l’esempio di come il cinema italiano non sia morto, ma reso agonizzante dall’allineamento e dall’omologazione con cui l’industria del cinema tenta – e con successo – di far leva su registi e produttori. Giovani e no.

Titta Di Girolamo (un magnifico Toni Servillo) vive da otto anni in un albergo svizzero, conducendo una vita solitaria e riservata. Disabituato all’amore e alle relazioni sociali, vive e osserva con disinteresse ciò che accade attorno a lui. Ha un segreto inconfessabile e quando il direttore d’albergo – spinto da una curiosità personale – lo spinge a parlare di lui racconta con l’abilità di un giocatore di poker: “avrò avuto vent’anni, ero in cucina col mio fratellastro di un anno. Dovevo controllare se la sua minestrina era abbastanza calda. La assaggio, era tiepida. Ma faccio anche un’altra scoperta, era molto buona. Mi ingozzo avidamente davanti a lui mentre lui piange dalla disperazione. Ma credo che sarà sopravvissuto al digiuno di quel giorno”.

E qui la forza di Paolo Sorrentino, appena trentenne e al suo secondo film (l’altro è “L’uomo in più” uscito tre anni fa e sempre con Servillo protagonista), che tiene abilmente in mano i fili di una trama che si intreccia fino allo scioglimento finale. Inutile raccontare di più. Il film va visto e apprezzato per quel che trasmette. Un film degno di un Tarantino, citazionistico al punto giusto, tanto da ricordare in alcuni tratti un altro grande maestro del cinema mondiale: Wong Kar Wai.

Impossibile catalogarlo in un genere preciso. Si passa abilmente dal noir al giallo, senza artifici e senza cadere nelle banalità che tali generi – messi in mani poco pratiche – producono. Le musiche di Pasquale Catalano valgono sole il prezzo del biglietto. Il cast, oltre al già citato Servillo (forse il miglior attore italiano in circolazione) vanta un’ottima Olivia Magnani, nipote della celeberrima Anna.

Un film da rivedere, anche – e soprattutto – da coloro che lo hanno già apprezzato al cinema qualche mese or sono: il dvd, ricco di contenuti speciali, ci mostra un inizio alternativo, un commento critico e una bellissima conversazione fra il regista e Toni Servillo.
Per chi non crede che il cinema italiano sia morto con Fellini.

Le conseguenze dell’amore
Titolo originale: Le conseguenze dell’amore
Nazione: Italia
Anno: 2004
Genere: Drammatico
Durata: 100′
Regia: Paolo Sorrentino
Sito ufficiale: www.medusa.it/leconseguenzedellamore

Cast: Toni Servillo, Olivia Magnani, Adriano Giannini, Raffaele Pisu, Angela Goodwin
Produzione: Domenico Procacci, Nicola Giuliano, Francesca Cima, Angelo Curti
Distribuzione: Medusa