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"Lei chi è?". Il nuovo spettacolo scritto diretto e interpretato da Lino ToffoloA colloquio con l’attore muranesedi Giuseppe Barbanti Lino Toffolo nei panni di un malato di Alzehimer il 9 gennaio a Chiampo (Vicenza)
A colloquio con l’attore e regista di Murano che, sulla scia del successo televisivo di “Scusate il disturbo”, porta sul palcoscenico una storia che alterna ai toni leggeri i risvolti drammatici Dal piccolo schermo al palcoscenico. Da “Scusate il disturbo” a “Lei chi è?”, il nuovo spettacolo di cui Lino Toffolo è autore, regista e protagonista, che dopo il debutto a San Donà di Piave sarà replicato sabato 9 gennaio 2010 a Chiampo. Il trait d’union fra la fiction televisiva, andata in onda lo scorso marzo, e il testo, nuovo di zecca, che Toffolo porta in palcoscenico è la grave malattia da cui sono affetti i due personaggi che interpreta, l’ alzheimer. “Un tema lontano dalle mie corde usuali che volevo affrontare da tempo, ma con i toni che mi sono congeniali. Non potevo, dopo tanti rifiuti motivati in sostanza dall’impossibilità di far sorridere con leggerezza con i ruoli che mi offrivano, lasciarmi sfuggire l’opportunità offertami da Lino Banfi e Luca Manfredi – sottolinea Toffolo – ma mentre nella fiction televisiva, vesto i panni di Peppino, che , bontà sua, si ammala di Alzheimer, ma prima è un tale che in tutto il Veneto definiremmo un “mona”, il protagonista di “Lei chi è?” è un brillante imprenditore, a conferma, ce ne fosse bisogno, che la malattia non guarda in faccia a nessuno. Capita che a un certo punto si cominci a ricordare con fatica dei dettagli apparentemente insignificanti. Dapprima non ci si fa caso, si dà la colpa alla stanchezza, allo stress... finché accade che uno non riesca più a tornare a casa!». Un personaggio pensato da altri il Peppino di “Scusate il disturbo”, un personaggio che Lino Toffolo si è costruito addosso l’imprenditore protagonista di “Lei chi è?” Misurarmi con tematiche di questo genere, ha avuto per me il sapore della sfida. A teatro vanno bene i malati “immaginari”, quelli veri…spaventano. Si trattava di trovare un equilibrio fra il rispetto della malattia e dei malati, la leggerezza dei miei allestimenti e i risvolti drammatici inevitabili quando ci si deve confrontare con l’alzheimer che porta, prima che alla morte, all’annientamento psichico dei pazienti.- prosegue Toffolo – Così ho scelto di entrare subito nel vivo della malattia, affrontando nella prima parte dello spettacolo le fase in cui il protagonista è ormai gravemente ammalato, mentre nella seconda si torna indietro nel tempo, per la precisione di tre anni, quando i primi sintomi possono ancora far sorridere “Nel lavoro di stesura del testo qualche particolare accortezza?” Certo non è stato semplice. Non volevo congedarmi dal pubblico in un contesto troppo carico di pathos, per cui gli spettatori, grazie a questa inversione cronologica, vanno a casa con il sorriso sulle labbra, col ricordo degli svarioni dovuti ai primi sintomi del male. –conclude l’attore e regista muranese - Come al solito,poi, la prima stesura è stata in italiano, e poi ’ho “tradotto” il lavoro in lingua veneta. Così cerco, da un lato, di evitare il rischio di calcare troppo la mano, dall’ altro di restare fedele a quella che è un po’ la mia stella polare. il Settecento veneziano e il più grande autore che abbia espresso, quel Carlo Goldoni, la cui ironia era anche una forma di pudore”. Spontaneo un ultimo interrogativo. Riuscirà questa volta Toffolo a far..piangere il suo pubblico?. ” Chi verrà, vedrà..” replica lapidario In scena accanto a Lino Toffolo Evi Ferro, Francesco Pinzoni, Francesca Toso, Anna e Paolo Toffolo, nella doppia veste di interpreti e musicisti. Le musiche sono state composte da Paolo Toffolo, le scene sono firmate da Paolo Lunetta.
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